Non siamo nati per morire

Celentano. Sanremo. Commissariamento RAI. Non si parla praticamente d’altro. Si potrebbero scrivere pagine e pagine sull’uso improprio del mezzo televisivo. Sulle vendette personali. Sulla deriva populista che pervade questo paese da più di 3 lustri. Su un servizio pubblico che non dovrebbe essere schiavizzato dallo share. Ma di questo stanno scrivendo e scriveranno persone che hanno da dire molte più cose di me.

A me interessa condividere qualche riflessione sull’unica frase che mi ha colpito.

Viviamo in un’epoca nella quale il nostro rapporto con la morte è stato totalmente azzerato.  In passato la morte era parte integrante della vita e della quotidianità delle persone. Guerre ed epidemie, ma anche malnutrizione, malattie in genere ed incidenti di vario tipo rendevano la vita molto più pericolosa di oggi, ed il rapporto di ciascuno con la morte era sicuramente migliore di oggi. Oggi si tende a ignorare il fatto che moriremo. A nascondere la verità spazzandola sotto un tappeto fatto di chirurgia estetica, palestra, gravidanze in età avanzata, e via discorrendo. La morte di qualcun altro diventa un evento mediatico, celebrata secondo riti ben delineati dall’ottimo Giovanni Scrofani nel suo blog con questo post. E’ uno dei tanti modi per spazzare la polvere sotto il tappeto, in realtà. Perché la morte di qualcuno ci mette sempre di fronte alla nostra, e mandare in giro qualche tweet o postare qualche link su facebook ci fa spostare quello specchio, evitando di guardare negli occhi la signora con la falce.

Il rapporto di ciascuno di noi con il soprannaturale è strettamente correlato al concetto di morte, e pertanto si assiste alla nascita e crescita di miti che, anziché essere facilmente stroncati dalla tecnologia, trovano in essa linfa vitale, come sempre Giovanni aiuta a capire in quest’altro magistrale post sulla mitopoiesi digitale, con particolare riferimento ai Rettiliani, che vanno per la maggiore.

E qui iniziamo a entrare in un terreno minato, perché il rapporto con il soprannaturale è un po’ come la colazione, ognuno fa come gli pare. Ci sono atei convinti, che sostengono l’inesistenza totale del soprannaturale, ci sono i beghini come il nostro Celentano, e poi ci sono quelli come me, che non hanno certezze ma solo dubbi. Quelli che fanno del “nosce te ipsum” una regola di vita. O almeno ci provano, al meglio delle loro possibilità. E in questo pellegrinaggio nel mondo del dubbio mi sono imbattuto in un bellissimo libro, “Il Tao della fisica”, che (con mia grandissima soddisfazione) ha aggiunto tantissimi dubbi invece di dissiparne qualcuno e lasciare spazio a qualche certezza. Perché nel momento in cui si va verso l’infinitamente piccolo succede una cosa straordinaria. Succede che i nostri riferimenti, quelli con i quali siamo abituati a fare i conti tutti i giorni, si sciolgono come neve al sole. Il sole sorge a oriente, io sono qui, io peso tot chili, il telefono squilla, sono frasi che hanno un significato preciso nel nostro mondo di tutti i giorni. Nell’infinitamente piccolo nessuna di queste frasi ha un senso. Perché non c’è un dove, e non c’è un quando. E più cerco di avvicinarmi al “dove”, più diventa evanescente il “quando”, e viceversa. Se so con ragionevole approssimazione che una certa particella si presenta in un certo momento, non so esattamente dove apparirà. E se so più o meno dove si trova, non so quando ci sarà o c’è stata.

In questo contesto l’energia che si trasforma in materia e viceversa è un fatto normale. Non voglio usare il vocabolo “creazione” volutamente, perché (sempre in quel contesto) inizio a dubitare che abbia realmente un senso. Ma ognuno può riflettere e cercare di ragionare, o usare l’empatia per mettersi in contatto con il proprio Tao. Che non è un dio, o un Dio.

Ecco. Dovremmo tutti studiare di più. Leggere di più. Farci affascinare di più, non dai miti e dalle scemenze, ma dalle cose che hanno realmente fascino. E se Celentano serve come spunto per una riflessione su un argomento affascinante, ben venga anche Celentano.

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43 pensieri su “Non siamo nati per morire

  1. Angela

    Max è la terza volta che provo a scriverti questo post -.-…. Innanzitutto parole belle ed interessanti… Ma non sai quanto mi dispiace che sia un Celentano a darci lo spunto per queste riflessioni, che io definisco VITALI. Perchè un essere umano, in quanto tale, non puó essere distinto da un altro in base a caratteristiche fisiche, perchè altrimenti saremmo uguali ai nostri amici a quattro zampe, piuttosto in base alle proprie idee. E non è possibile essere iniziati a tali riflessioni da un Celentano qualunque, ma dovrebbero essere gli educatori a fare ció , perbacco… 🙂 io, se ti interessa:), sono stata allora fortunata, perchè ho incontrato due grandi persone nella mia vita , a cui devo le fondamenta sulle quali ho costruito il mio modus cogitandi 😛 … Una sacerdote, frate , ovviamente cattilico, ma di quelli nuovi, dall’immensa cultura, conscio di tutti i limiti della chiesa Cattolica, e, forse anche per questo, impegnato a donarsi al massimo alle persone che avevano e hanno la fortuna di incontrarlo , sia in senso pratico che in senso spirituale e la mia prof. Di filosofia del liceo, la mitica Carli (Carlona date le sue dimensioni) Atea che

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    1. Angela

      Che più non si può e comunista che più non si puó… Non mi sopportava per il fatto che fossi cattolica e così convinta, nonostante ció si impegnava al massimo, grazie alla sua materia che si presta particolarmente , affinchè io e tutti ci sforzassimo al massimo a PENSARE, a dires cose per hè ne fossimo convinti e non perchè ce l’avessero inculcato… entrambi mi hanno costretto a pormi le stesse domande… Le domande sul noi, su cosa siamo e perchè siamo e cosa saremo…
      E lei mi ordiva profondamente quando le davo le MIE risposte, piene della fede che provi profondamente 🙂 quanto si arrabbiava :)… Così aperta e così intelligente, da rispettare ogni pensiero e cultura… Tranne quello cattolico. E un giorno glielo dissi… E così concludo il commento più lungo della storia, un giorno istigata all’ennesima potenza, le dissi che non perchè ho questa fede che mi sento sinceramente dentro, devo rinnegarla perchè è così scontato essere cattolici, e nemmeno dovevo per forza rinnegare quella grande essenza che vedo in tutte le cose , dalla mattina alla sera , che vedo in me stessoa e nel prossimo, e che percepisco così naturalmente nel creato stesso… E trovare proprio in questa le mie risposte, non mi rendeva più stupida di lei ne di nessun altro, perchè erano lo stesso frutto di un percorso, di uno studio biblico, che pochi realmente fanno … E per tutto questo non meritavo meno rispetto di lei stessa. 🙂 lei mi sorrise e mi mise 8 all’interrogazione 🙂 grazie per avermi fatto rivivere questi ricordi 🙂

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      1. Angela

        Comunque forse sfugge il senso del commento stesso, ma volevo dimostrare il fatto che sarebbe importante fare queste riflessioni in famiglia, a scuola, nelle chiese chi ci va, nei templi, chi ci va… Sui blog di persone piene ed interessanti come te 🙂 ma non a Sanremo e non a suon di euro da Celentano… 🙂 un abbraccio fortissimo!!!

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      2. Wish aka Max Autore articolo

        Non mi sfugge affatto il senso del tuo commento, e non entro nel merito della tua fede, come dicevo ognuno ha il sacrosanto diritto di avere un rapporto personale con il soprannaturale.
        Io sono un alfiere del pensiero positivo. Pensiero positivo significa prendere il buono delle situazioni. In tutte le situazioni c’è del buono, è necessario cercarlo e trovarlo.
        In una situazione così patetica come quella di un grande cantante che si improvvisa predicatore da due soldi, il buono è lo stimolo ad una riflessione generata da una singola frase. 🙂

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  2. luci

    “… Dovremmo tutti studiare di più. Leggere di più. Farci affascinare di più, non dai miti e dalle scemenze, ma dalle cose che hanno realmente fascino…” Quanto è vero questo, Max… Leggere, guardare veramente le cose, non vederle soltanto… Questo vale un po’ per tutto oggi, basta guardarsi attorno per restare avviliti in mezzo a banalità, pochezza, svilimento di quella meraviglia che sarebbe l’essere umano… e vale anche per un argomento tanto profondo e delicato come questo. Oggi la morte interessa solo “da guardare”, propinata in mille salse nei programmi “di intrattenimento”, non è qualcosa di tutti, qualcosa a cui accostarsi con rispetto, ma qualcosa da osservare con morbosità… “chi avrà ucciso brutalmente la tal persona? Quante coltellate? In che modo?” e via dicendo. Questo argomento mi ha sempre affascinata… io sono cattolica, ma questo certo non mi ha mai impedito di cercare di conoscere e capire tutte le risposte che l’uomo si è dato di fronte a questo grande interrogativo: cos’è la morte? Da Socrate che conforta i suoi amici prima di bere la cicuta, ai grandi pensatori moderni e contemporanei, alla saggezza dei vecchi… Credo – e qui mi allaccio anche al discorso di Angela – di essere stata molto fortunata perchè nella mia vita, soprattutto quando ho cominciato inevitabilmente a costruirmi come persona, ho incontrato delle persone che mi hanno insegnato ad andare in profondità e mi hanno aiutato a capire il valore della conoscenza e della ricerca continua.

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      1. 黒子 くろこ kuroko

        perché a prescindere dal riflettere su un qualsiasi avvenimento in maniera lucida e non polemica fine a se stessa, non trovo spesso individui che riflettono in modo semplice e libero su cose di cui in genere è difficile discutere (per me lo è molto). parlare di massimi sistemi con semplicità, nello stesso modo in cui si parla del tempo o di un gioco. in uqesto modo emergono delle verità che permettono di avvicinarsi il più possibile ad una “Verità” universale, cui in genere ognuno da un nome diverso e ne percepisce solo una parte.
        ed il fatto che ci siano persone che scrivono in questo modo mi fa ringraziare perché oggi o domani passerà qualcuno di qui e ne potrà ricavare qualcosa su cui riflettere, senza smettere mai di porsi domande, senza sentirsi mai “arrivato”.
        urgerebbe una rilettura ma sto cercando di limitare questo mio vizio di rileggere e correggere ogni volta ogni cosa per cui spero sia comprensibile.

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      2. Wish aka Max Autore articolo

        È chiarissimo, e ti ringrazio tanto perché quello che tu hai descritto è esattamente lo spirito che mi muove. Sono sinceramente convinto che ad ascoltare non ci si rimette mai, e cerco, anche se non sempre mi riesce, di ascoltare tutti con la mente sgombra. Paradossalmente ci riesco assai meno con le persone più vicine, e questo mi comporta dei problemi non di poco conto!

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  3. yliharma

    Conosci il pensiero di Douglas Harding? Qui un’introduzione del suo lavoro e materiali vari http://headless.org/ e qui la parte più “succosa” che intuisco possa interessarti in modo particolare http://headless.org/hierarchy-intro.htm
    Gli esperimenti sono così semplici ed efficaci, e anche se la teoria filosofica è veramente difficile (e me ne sto accorgendo traducendo la Hierarchy…) gli scritti più divulgativi sono davvero alla portata di tutti…anche la mia XD

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Scusami il commento era finito in quelli da moderare, probabilmente perché contiene due link. Ho tentato di dare un’occhiata al sito stamane, ma serve tempo e calma. Lo farò e ti farò sapere. Grazie per la segnalazione 🙂

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  4. tittisissa

    Ed eccomi. Sono arrivata visto??? Uomo di poca fede 🙂
    Mi piace il tuo nuovo blog Maxino mio, mi piace proprio!!! Many Compliments.
    Io come te appartengo alla categoria di quelli che hanno tanti dubbi e poche certezze. Su tutto. E per fortuna, aggiungerei! Qualcuno saggiamente diceva che solo gli sciocchi non mettono mai il proprio punto di vista in discussione.
    Ma tra le poche certezze che ho, una su tutte è quella che mi fa sorridere di chi, come sta succedendo in questi ultimi due giorni, decide di pagare profumatamente (con i soldi dei poveri contribuenti, aggiungerei io) questo pseudogurudènoiantri permettendogli, come da contratto firmato e controfirmato dal suddetto, di avere carta bianca nel suo spazio dedicato (suo?! Mah!) sul palcoscenico di SanRemo e sparare a zero indistintamente sull’uno o sull’altro argomento senza averne alcun titolo, per poi scandalizzarsi dei contenuti di quei messaggi poco, anzi per nulla, subliminali inviati alla intera popolazione che di lì a poco prima hanno permesso loro stessi di trasmettere.
    Premetto che no, non ho seguito la tivvù nazionalpopolare, nello specifico il festival per l’appunto, avendo optato per l’alternativa di un degnissimo thriller di David Fincher registrato il giorno prima su decoder. Ma.
    Io credo che tra i commenti superflui di un celentano qualsiasi (che tra l’altro parla perchè ha il culo coperto – ooopsss..sorry – e solo per dire qualcosa di ovvio, che pensa una grossa fetta d’utenza che non ha gli stessi mezzi, ahimè, per esprimersi), le cazzate di Luca e Paolo e le farfalle sulla patatina di Belen (oggi i giornali erano pieni in prima pagina di questo o quello e nullappiù) si sia perso il senso della trasmissione e che tali scempiaggini siano state solo di inutile distrazione dal contesto principale che vuol essere, ammenochè non sia io una pazza sciroccata che si è dimenticata il centro della questione, la mu-si-ca.
    Si è perso il senso. E questo capita sempre più spesso. Non si guarda al di là del proprio naso, si è attratti con morbosità dalla morte, dagli incidenti e dalle catastofi e tutto questo “narcotizza” il nostro cervello, che smette di “sentire”
    Nel mio piccolo cerco di mantenere “aperta” la mia mente, approfondendo la mia grande curiosità con la lettura e con l’analisi dell’attualità attraverso i mezzi di comunicazione i più disparati.. Mantengo fortunatamente i miei princìpi morali alti e cerco di trasmetterli anche a mio figlio, il quale è sinora cresciuto senza pregiudizio alcuno, perchè sono convinta che crescendo come anche qui si è sostenuto, cambia la direzione, influenzata più e più volte dalle esperienze che facciamo strada facendo e da quelle che fanno le persone che ci orbitano intorno. Sono d’accordo anche con Luci, occorre approfondire, non fermarsi all’apparenza, cercare la profondità ed il valore nelle cose. Questo è purtroppo un concetto sempre più desueto nelle nuovissime generazioni. Occorre sensibilizzare i ragazzi e non intorpidirli in una dottrina, che sia cristiana cattolica o comunista.

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    1. Angela

      Ho scritto tantissimo ma alla fine non
      Ho espresso bene quello che volevo dire…io ho condiviso un ricordo con te Max e con voi miei nuovi amici, ma amo tantissimo queste figure di cui vi ho parlato proprio perchè mi hanno spinta a farmi delle domande, ma non mi hanno mai dato le risposte… Nessuno dei due…hanno messo dentro di me gli interrogativi e hanno lasciato a me il lavoro di trovare le risposte … Certo io ho la fede dalla
      Mia, ma questa non è una certezza anzi, per me è un percorso che devo coltivare e approfondire, e credo che nemmeno se vivessi mille anni potrei dissetare la sete di conoscere, spiegare , capire… E credo che nessuno sano di mente potrebbe affermare di essere arrivato a conoscere appieno il senso di tutto. Proprio oggi ho letto un’aforisma di Confucio o attribuito a lui : Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare, costui è un imbecille!
       🙂 🙂 simpatico vero? E risponde anche a ció che bisogna pensare a uno che si erge a Guru su un palcoscenico a 300000 euro la botta. Un abbraccio a tutti 🙂

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      1. Wish aka Max Autore articolo

        Lo hai espresso benissimo Angela. L’unica cosa sulla quale sono solo parzialmente d’accordo è il concetto di fede. La fede presuppone un dogma. Il dogma è l’antitesi del dubbio. E la fede dubbiosa è un ossimoro. Ecco non sono d’accordo sul fatto che la fede non è una certezza. La fede è certezza per definizione. Però (e spero che tu ti salvi dalla fede) la fede non è incompatibile con la ricerca, ed è possibile che con la ricerca la fede vacilli. Quando vacillerà, avrai abbattuto l’ultimo baluardo tra te e il dubbio assoluto. Che non è un bel campare, anzi. E’ assai più difficile avere dubbi che nutrirsi di certezze. Però è tanto più appagante.
        (l’aforisma che dici è probabilmente derivato dal Tao Te Ching nella parte dove dice: Chi parla non sa, chi sa tace)

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    2. Wish aka Max Autore articolo

      Sissa sono molto d’accordo con quel che dici. Però è necessario distaccarsi. Si può distaccarsi. La rete è una risorsa preziosa. Le informazioni si possono reperire, a volte sepolte sotto molti strati di fumo, ma scavando escono.
      Twitter, i blog, a volte google+, sono fonti di informazione indipendente. Nonostante tutti i tentativi fatti Internet rimane libera. Sogno che le nuove generazioni usino questi strumenti per rifondare delle società migliori. Sogno che le persone di buona volontà riescano a riunirsi per colmare quel vuoto di classe dirigente così profondo e così preoccupante. Sogno che l’intorpidimento generale lasci il posto ad una nuova consapevolezza. Se non lo hai letto, leggi “Vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio”, di Enrico Brizzi, che analizza lucidamente l’avvento di questo intorpidimento generazionale.
      Sissa mi hai fatto fare tardi… lo sapevo che ci voleva tempo per risponderti! 😉

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      1. Tiziana Sissa

        Ciao Max, è proprio ciò che volevo scrivere! sarò breve, praticamente telegrafica (tanto hai riassunto tu benissimo il concetto che volevo esprimere!)
        L’informazione per fortuna di questi tempi arriva da mezzi i più disparati e la rete resta a mio avviso il tam tam più genuino, più libero.
        Non vi sono più scusanti, non si possono più ammettere le “pecore”, è un nostro preciso dovere quello di approfondire le notizie, di interessarci al sociale, alla politica, alla salute del pianeta. Seguirò il tuo consiglio e leggerò Enrico Brizzi. Condivido il tuo sogno, ma temo che sia solo una chimera 😦

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  5. Giulia

    Domattina mi esprimerò anche io a riguardo giusto per rovinarti la giornata.
    ma non potevo nuovamente omettere che.
    sono felice.
    esista questo luogo.
    Avevo bisogno. Ho sempre avuto bisogno. Delle tue parole. E finalmente un contenitore dove attingere c’è.

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  6. Angela

    Max innanzitutto buongiornoooo 🙂 non ti conosco bene, non so, quinidi, se un’ulteriore risposta ti possa fare piacere o scocciare terribilmente. :/ mmm…
    Non mi sento di essere d’accordo con te, nella parte iniziale del commento… Secondo me la fese non è un dogma, ma è un sentimento, come l’amore, che uno se ce l’ha, si sente nascere dentro o addirittura si nasce con dentro questo sentimento. Nella religione cattolica I dogmi sono costruzioni che, ahimè, l’uomo si è inventato. Ed ecco dove possono nascere i dubbi, proprio su ció che l’uomo fa e dice. Sulla religione, come costrutto umano e in quanto tale, imperfetto. Ora non voglio dilungarmi di nuovo troppo, ma ti volevo solo dire che la FEDE, non da le risposte, la religione PENSA di dare risposte, ma nel mondo in cui viviamo, con le conoscenze che a mano a mano, punti di vista medioevali non possono più essere presi in considerazione, e le persone intelligenti che ci stanno dentro ( nel cattolicesimo intendo) lo sanno, e vedrai che le cose cambieranno, goccia a goccia, lentamente,ma cambieranno. E, io rimango dentro proprio perchè mi sento di fare così e di partecipare a questo cambiamento dall’interno. Ecco perchèbla mia ricerca del senso delle cose è in parte tutta da scoprire, come mi hai detto tu nel primo commento, il conoscere altre culture, altri pensieri, altri punti si vista mi aiuta e mi aiuterà a prendere di volta in volta ció che di buono troveró in esse. Questo è il mio punto di vista, è quello che sto facendo nella mia vita, Ma non voglio convincere nessuno che sia la cosa giusta da fare, mi sono convinta che è la cosa giusta per me.
    Buonissima giornata caro Max, un abbraccio fortissimo 🙂

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Angela, il confronto mi fa sempre piacere. Sempre. E, proprio perché ci conosciamo poco, ti prego di credermi quando dico che, pur esprimendo il mio parere, rispetto sempre quello dell’altro. Se il confronto è scevro da pregiudizi arricchisce sempre.
      Detto questo, consentimi di dissentire su un solo punto. Quando tu dici fede, dici “Dio esiste”. Questo è un dogma. Se stessimo parlando di matematica, direi che è un postulato. Una verità che non si discute, sulla quale tutto il resto si basa. Io non lo so, se Dio (o dio, non vorrei offendere qualche ateo ;)) esiste. In realtà io non so nulla. Ho solo dubbi. Come detto, questa è una posizione molto scomoda, non dispongo di un ombrello fatto anche di una sola certezza che mi possa riparare…
      Questo per quanto riguarda il principio iniziale. Per quanto riguarda la Chiesa, intesa come istituzione, personalmente la vedo come un centro di potere, estremamente organizzato, che muta e cambia in funzione degli usi e costumi, per mantenere ben saldo il potere che ha. Questa non è una cosa nuova, anzi è parte della fondazione stessa dell’istituzione, il Concilio di Nicea si è svolto nel 325, praticamente agli albori della cristianità.
      Apprezzo chi cerca di cambiare le cose dall’interno, l’esperienza mi dice che questi sforzi spesso sono forieri di feroci disillusioni, ma vedere il “sacro fervore” (e non lo dico in senso ironico) è sempre bello perché mi ricorda il mio stesso fervore giovanile, quell’energia fortissima e quella freschezza così innocente e forte allo stesso tempo.
      Persevera nella tua ricerca Angela, e forse ora mi sono spiegato meglio e la mia affermazione “spero che ti liberi della fede” è più chiara. Un abbraccio a te 🙂

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      1. Angela

        Velocissimamente da Math Addict quale sono, POSTULATO è la parola perfetta 😀 come ovviamente ASSIOMA 🙂 e tu da ing. E io da quasi Med. sappiamo che servono. Come punto di partenza.
        P.s. Se dici pure tu (come il mio Lui che è ing come te) che la medicina non è una scienza… troveró il modo di torturarti … Grazie a Giulia e ad associazioni frutta-matriciane varie 😛

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        1. Wish aka Max Autore articolo

          La mia opinione è che gli assiomi SEMBRA che servano. E ripeto, partire senza assiomi è VERAMENTE complesso, ti rendi conto di quanto lo sia solo quando, finalmente, riesci (quasi, perché certi passaggi sono ancora oggi irti di ostacoli e difficoltà) a pensare senza condizionamenti di alcun tipo. In quel momento ti si apre tutto un nuovo mondo da scoprire

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  7. Silvia

    Ciao Max, mi permetto di rompere le scatole anche a te oltre che a Giulia…
    Lo spunto è molto interessante, ed anch’io sono sempre più dubbiosa (per via che l’età avanzata dovrebbe fornire ampia gamma di certezze..mah)..
    Per esempio: visto che bisogna tirare la cinghia in mezzo a cotanta crisi, poi perchè deve arrivare un pincopalla qualsiasi che si fa moooolto ben retribuire dal servizio pubblico, ovvero dai contribuenti, per propinare sentenze che francamente, risulterebbero più piacevoli ed economiche, se dispensate dalla Perugina?!?
    Perchè esiste una formula per cui la vita sta acquistando un valore sempre più misero (e mi riferisco al fatto che noi, da buoni occidentali, certi fatti di cronaca li leggevamo compiaciuti pensando che fossero cose da paesi del terzo mondo o da regimi dittatoriali differenti…mentre ora sono “cose quotidiane” da cronaca locale) in favore della morte? Ed allo stesso tempo, perchè la morte subisce ogni forma di negazione, con un processo che ben poco somiglia alla naturale paura dell’uomo, ma diventa un qualcosa di vuoto o comunque molto dozzinale?
    Mi sono davvero incartata anch’io come un bacio perugina.
    I pochi punti di riferimento che possono dirsi tali quali sono e come sono mutati?

    Scusa, potrei andare avanti per ore…

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  8. Wish aka Max Autore articolo

    Beh se il pincopalla il lauto compenso lo devolve in beneficenza la prospettiva cambia un tantino… ma come detto non è (per me) particolarmente interessante parlare di questo.
    Trovo interessante il tuo spunto relativo alla dozzinalità della morte. Non ci avevo mai riflettuto, ma mi pare che si incastri bene nel concetto di fuga che tentavo di descrivere. Si rifugge la morte in tutti i modi possibili. Uno di questi è il consumo estremo. Esisti e vali in funzione di ciò che possiedi, e quel che possiedi deve essere consumato. La tecnologia evolve nelle apparenze più che nella sostanza, ma questo non impedisce di spacciare per nuove “cose” che nuove non sono, con l’unico risultato di accelerare l’obsolescenza delle “cose” precedenti.
    I punti di riferimento vanno cercati innanzitutto dentro. Nosce te ipsum. E poi nelle vicinanze. E poi pian piano al di fuori. Questo credo io.

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  9. Silvia

    Sul discorso della beneficienza francamente non sono informata…
    I punti di riferimento è vero partono dall’interno, però se guardi quelli più esterni…beh, a me viene un po’ di smarrimento.
    Rispetto all’energia di cui parlavi, vorrei suggerirti, anche se non ho sotto mano alcun testo, la disciplina del taijiquan, che si collega al moto dell’uomo in relazione all’universo e a tutto ciò che vi accade, personalmente è un punto di vista affascinante.
    E comunque ti ringrazio per lo scambio, buona giornata.

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