Le vase brisé

Sono una persona riservata. E un solitario. Di norma sto bene con me stesso, non sono preda dell’ansia da socializzazione. Anzi. Troppa gente mi disturba, e le conoscenze occasionali mi annoiano.

Molti mi scelgono come depositario dei loro segreti. E la mia riservatezza fa sì che io non li riveli a nessuno. A volte questo crea degli strani equivoci, credo di averne già parlato qui, ma non ho voglia di cercare dove per mettere il link, ora. Equivoci derivanti dal fatto che nessuno si aspetta realmente che una cosa confidata in segreto non venga poi effettivamente rivelata ad alcuno. Ma io sono così, una tomba. E probabilmente per questo molte persone si affidano a me.

Ma essendo io un solitario, ho delle oggettive difficoltà a confidarmi con altri. E ci sono pochissime persone con le quali mi confido completamente. C’è una cerchia leggermente più allargata, della quale fanno parte persone con le quali condivido molte cose. Ma confidarsi completamente è un’altra storia. E questo è un momento della mia vita nel quale ne avrei bisogno. Le due persone che ho in mente in questo momento purtroppo non sono disponibili. Una è straimpegnata rincorrendo l’occasione della sua vita, l’altra è straimpegnata rincorrendo l’occasione della sua vita. Sono occasioni differenti, una riguarda la sfera professionale, l’altra la sfera affettiva. Ma sono entrambe occasioni da perseguire con tutte le forze. E io mi sento come il vase brisé di questa poesia bellissima.

Le vase où meurt cette verveine
D’un coup d’éventail fut fêlé ;
Le coup dut effleurer à peine,
Aucun bruit ne l’a révélé.

Mais la légère meurtrissure,
Mordant le cristal chaque jour,
D’une marche invisible et sûr
En a fait lentement le tour.

Son eau fraîche a fui goutte à goutte,
Le suc des fleurs s’ est épuisé ;
Personne encore ne s’en doute ;
N’y touchez pas, il est brisé.

Souvent aussi la main qu’on aime,
Effleurant le cœur, le meurtrit ;
Puis le cœur se fend de lui-même,
La fleur de son amour périt ;

Toujours intact aux yeux du monde,
Il sent croître et pleurer tout bas
Sa blessure fine et profonde :
Il est brisé, n’y touchez pas.

Non conosco il francese, e me la sono fatta leggere da una persona che lo parla bene. Ha una musicalità struggente, così come il suo significato. Qui c’è una buona traduzione

Il vaso dove muore questa verbena
con un semplice tocco di ventaglio è stato incrinato;
Il colpo deve averlo sfiorato appena,
non v’è stato alcun rumore.
Ma la leggera incrinatura,
consumando il cristallo giorno per giorno,
con un segno invisibile e deciso
ne ha fatto lentamente il giro. La sua acqua fresca se ne è uscita goccia a goccia,
il succo dei fiori si è consumato.
Nessuno ora ha dubbi :
non toccatelo, è rotto. Spesso, così, anche la mano che si ama,
sfiorando il cuore, lo incrina;
Poi ,il cuore si spezza da solo
il fiore del suo amore muore.

Sempre intatto agli occhi del mondo,
sente aumentare e piangere sommessamente
la sua ferita sottile e profonda:
è spezzato, non toccatelo.

Poi passa, eh, e ritorno il cazzeggiatore di sempre.

34 pensieri su “Le vase brisé

  1. ђคгเєl

    A volte capita di avere bisogno di quel qualcuno ce non c’è perchè proprio non può. Mi chiedo se possa servire scrivere il proprio “voler dire” su una sorta di diario ( non questo..ovvio) e poi, perchè no, leggerlo alla persona a cui in questo momento si doveva dire.
    Chissà🙂
    A parte questo…le tue due persone fidate saranno presto meno straimpegnate, e di sicuro pronte ad ascoltarti…e magari col cuore più sereno perchè hanno fatto il passo che sognavano😉

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Eh sì, “proprio non può” è la parola. Sullo scrivere l’idea è interessante, ma non è per me. Provo a spiegarmi.
      Quando parlo di “confidarmi completamente”, intendo dire aprirmi e rovesciare addosso all’interlocutore una valanga di emozioni e sentimenti e sensazioni e cose belle e cose brutte, tutto insieme e senza un “filo logico”. Una delle ragioni per cui le persone sono così poche è che la sintonia richiesta per poter essere compresi, in un esercizio di questo tipo, è enorme.
      E sono certo che se io chiamassi e chiedessi aiuto entrambi si renderebbero disponibili. Ma sono io che non voglio, perché in questo momento hanno entrambi bisogno di TUTTA l’energia disponibile.😀

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      1. ђคгเєl

        e allora uno striscione con DAIIIIIIICAZZOOOOOOO serve pure qui..e pure per te!!!😉
        .
        .
        …non capisco perchè non mi arrivano notifiche sulle risposte ai miei commenti qui da te…boh! misteri dell’etere!😛

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  2. 黒子 くろこ kuroko

    che poesia. mette i brividi. (che poi faccio davvero schifo a francese, è assodato. ho capito qualche frase qui e lì puf. devo rispolverare qualche nozione.)
    leggendo anche il commento sorrido. perché mi piace questa genuinità, non mi viene altro modo di chiamarla. mi sembri conservare una parte di bambino, passami il termine, a cui si aggiungono vicissitudini ed esperienze senza che quella parte ne venga scalfita

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  3. Biancaneve Suicida #OVERDRIVE#

    Io continuo a pensarci, sai?E no, la risposta non l’ho ancora trovata, per quello non so mai come aggiornare il mio stato, cosa dire, perché in realtà sto elaborando e come lo spieghi lo stato “sto elaborando”? Forse non si può spiegare, perché fuori, nei fatti, non è cambiato quasi niente, ma è dentro la rivoluzione, è dentro che si sta consumando la battaglia ed è una battaglia aspra e disincantata. E poi, poi ci sono le guerre fredde, poi ci sono i gomitoli, quelli così intricati che non sai da quale parte cominciare, sai solo che sono da dipanare e rendere chiari e semplici e sperare che tornino ad incantare.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Ahimé sì. L’avvicinarsi dell’equinozio mi rattrista. E ora ho il doppio parametro, da quando mi alzo presto per camminare. E quindi non vedo solo il tramonto che via via si anticipa, ma anche l’alba che ritarda sempre più. E penso al momento oramai vicino nel quale dovrò uscire di casa che è ancora buio. Però stamane mi sono sfogato e ho fatto 8 km. Le camminate mattutine sono una specie di Attak per le crinature del vaso.

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  4. Ema

    when nothing goes right, go left
    when life gives you lemon, make lemonade
    c’entrano poco o nulla, ma le ho lette stamattina in metropolitana e te le riporto. facci un po’ quel che te pare🙂

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    1. Luci

      “when life gives you lemon, make lemonade” … come ho scritto proprio qui, qualche post fa, non ci è dato sapere quali cose il percorso della vita ci riservi, ma possiamo decidere come affrontarle ed è questo che in fondo conta davvero.

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  5. tittisissa

    Mmmmhh…. Max io capisco benissimo (meglio di quanto credessi io stessa) cosa vuoi dire, perchè mi riconosco nei tuoi pensieri e nelle difficoltà.
    Anche io, apparentemente, sono pronta alle risate e allo scherzo, praticamente l’anima della festa… se così si può dire, una “cazzara” vera. Ma in realtà non è proprio così. Ho il pregio di saper ascoltare e questo fa si che tutti gli amici ma anche clienti e conoscenti si “aprano” facilmente con me, ricercando conforto o consiglio.
    Oppure molto più semplicemente solo qualcuno che li ascolti.
    Quando però sono io ad avere la necessità di svuotarmi il cuore e la testa, non con tutti ovviamente, ma con quella ristretta cerchia dei pochi che credo siano riassumibili come le “mie” persone, ecco che trovo delle resistenze in me stessa.
    I periodi si alternano allegramente passando da sereno a variabile come se si trattasse delle stagioni e. Meglio chiudere qui, tanto tu sai.
    Come sai, almeno credo che ci sono. Non credo di far parte della tua cerchia ma hai i miei numeri e quando vuoi, se vuoi, sono qui🙂
    Tivubì, a’ coso❤

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      When (*) it’s over, so they say, it will rain a sunny day, I know, shining down like water.
      I wanna know, have you ever seen the rain, coming down on a sunny day?

      (*) the storm
      😀

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  6. Katia

    Max, ciao.
    E scusa se sono mancata, qui. Mi rendo conto solo ora di quanto sono mancata. Tu invece ci sei sempre. E in un attimo ho capito di aver fatto quello che lamento sempre a tanta gente che mi sta intorno: esserci quando se ne ha voglia, non esserci quando si ha altro da fare. Lo sai, ti capisco proprio. Io sono sempre stata, per le mie amiche, quella che c’era. Per i problemi, per un aiuto, per parlare, per farsi ascoltare, per. Ma quando ho avuto bisogno io, bisogno davvero, intorno ho trovato il vuoto. O meglio ho trovato il vuoto fatto di carne ed ossa ed ho trovato altro. Le persone che conoscevo appena,quelle alle quali mai avevo stretto le mani, erano lì, accanto a me, a sostenermi e dirmi coraggio. Ed è stato così che ho davvero CONOSCIUTO te e tutto l’allegro gruppo dei picchiatelli, che ho capito il loro, il vostro valore. Qualcuno c’è sempre. Basta sapere da che parte puntare l’obbiettivo e scattare. Non ti focalizzare su due persone soltanto: guarda bene. Sotto la terra, se scavi un pochino, troverai sempre qualcuno pronto a far da contenitore alle tue parole, a far da supporto ai tuoi bisogni. Troverai sempre qualcuno disposto ad ascoltare una persona meravigliosa come te.
    Ti abbraccio, Max. Anche da sotto la terra.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Bloggare significa non dover mai dire mi dispiace😆

      Ma scusa di cheeeeeeee??????😆

      Se il non passare da qui significa che fai tante vignette, ti banno io!!!😆

      Solo due picosecondi di serietà. Capisco perfettamente quel che dici, e so che potrei. Ma il problema per me non è voltarmi e non trovare nessuno, ma il mio non essere in grado di “svuotarmi”. E’ complicato da spiegare, meglio di così non riesco. 😀

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      1. tittisissa

        Perchè sei limitato, tuo malgrado, mio caro! Essendo omo, si sa….😀
        E siccome perdippiù sei in modalità “cazzaro” anche tu stamattina, come me, non aggiungerò altro, anche perchè è venerdì!!😀
        Quoto Katia apprescindere perchè la amo. Ma anche perchè ha ragione e anche io posso affermare che. Stesse cose bla bla bla.
        Oh, l’importante è che tu lo sappia, ammmorenostro, che se fischi, qui ti si arriva tutti subbito a distanza massima di 30 centimetri dal naso, occhei?!
        E non aggiungo altro.😀

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  7. comearia

    Quella poesia mette i brividi, come ha già scritto kuroko. Grazie per averla condivisa. Un po’ ti capisco, perché per tanto sono stata anch’io una con “tutto dentro”, una con i muri negli occhi.
    Poi, lentamente, ho iniziato ad aprire qualche finestra. Prima solo per guardare fuori. Poi ho iniziato a far entrare qualcuno. Oltre quei muri ci sono pochissime, pochissime, persone. Non provo nemmeno a contarle perché dubito arriverei a due.
    Per questo capisco la loro necessità. Per questo capisco quanto manchino.
    Max, ti sto leggendo tutto, lentamente. Le camminate, il fumo, la dieta, la musica, la paura dell’alba troppo tarda [Ho bisogno di fare sport, assoluto bisogno, altrimenti esco di testa, e l’estate me l’ha permesso, e ora? E ora temo dovrò ripiegare sulla palestra. Capisco la tua tristezza, davvero, davvero. Però, se vuoi, ogni tanto possiamo puntare la sveglia alla stessa ora e camminare insieme. Magari è un po’ meno buio].

    [Dovrei smetterla con queste infinite parentesi
    che dicono più del resto del testo, di solito]
    [Dovrei smetterla di scrivere i commenti quando ho il cervello macinato dal lavoro del sabato, quello con un sacco di clienti odiosi e poco gentili]

    [E cosa sto facendo? Ecco.
    Però se lo faccio è perché voglio farlo. E un minimo ci ragiono, su quello che ti scrivo. Poi, ecco, magari domattina avrei potuto scrivertelo meglio, ma era da fare stasera. Punto. Vado a rileggermi quella poesia.]

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Comprendo perfettamente il senso di urgenza, capita anche a me. E tutto è assolutamente chiaro (“crystal clear” direbbe Tom Cruise rispondendo a Jack Nicholson in Codice d’onore). Soprattutto le parentesi.
      E sei una control freak, con tutti quei “dovrei”😆😆😆

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            1. Wish aka Max Autore articolo

              Espressione da bassifondi della capitale, per dire che si va a dormire. Pezza intesa come lenzuolo/coperta/giaciglio. Dovrei indulgere meno nelle espressioni dialettali e tornare alla prosa aulica da accademico della crusca!😆
              Tra mezz’ora si parte, il tempo di riprendere contatto con la realtà e fare un po’ di stretching propedeutico.

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