Someday

I Creedence. Come li chiamo io. Perché Creedence Clearwater Revival (cridens cliahuotah rivaivol) è veramente troppo lungo, financo per un anglofono come me. Li ho scoperti di recente, come dicevo in un altro post, e sono divenati il mio mantra mattutino. Ho cominciato a correre, perché sono i piedi che me lo hanno chiesto. Un giorno hanno spiccato la corsa. E via. Ho un po’ di dolori sparsi, schiena ginocchio tallone, ma tra poco dovrebbero arrivare i plantari ordinati dal mio osteopata. E mitigo con stretching e posture mirate. Ma sto divagando. Dicevo mantra mattutino perché inevitabilmente mi accompagnano nella corsa.

C’è una canzone che si intitola “Someday”. Una parola. Non “Some day”. La canzone dice che al narratore un sacco di gente ha sempre detto “someday you’ll understand”, un giorno capirai. A cominciare da suo papà quando lui era molto piccolo e chiedeva i primi perché. Ma è il ritornello, che mi ha colpito.

Well, I’m here to tell you now each and ev’ry mother’s son
You better learn it fast; you better learn it young,
‘Cause, “Someday” Never Comes.”

Bene, sono qui per dire a voi, ciascuno di voi figli, a tutti voi
Sbrigatevi a imparare, imparate da giovani
Perché “Un giorno” non arriva mai.

Ecco. Ci sono cose che non si capiscono. Ci sono cose che io non so, come il protagonista della canzone. Molte cose che non so. E anche a me hanno detto “un giorno capirai”, magari con altre parole, ma il senso era quello. E quel giorno non è ancora arrivato, e mi sa tanto che non arriverà. E siccome non ho imparato da giovane, non ho imparato in fretta, continuerò a non saperle, quelle cose. A non capirle. E non so se riuscirò a farmene una ragione, perché se io le cose non le capisco ci sto male.

43 pensieri su “Someday

  1. angyerry

    … Vorrei leggerti nel pensiero per due ragioni:
    1.capire cos’hai…
    2. Trovare ciò che ti serve sentirti dire…
    Perché in effetti , lo vedo con me stessa, i problemi e le relative soluzioni, o, comunque, spiegazioni sono sicura che siano solo dentro noi stessi…
    Ma questo tu già lo sai… Sicuramente … Io comunque un abbraccio te lo do,🙂 che si che te lo prendi…

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  2. Ema

    giusto per aggiungere una goccia di disperazione, che ne hai bisogno…😉 la cosa che mi fa dannatamente male è che quel poco di conoscenza (sia essa esperienziale o derivante da letture) faccio una faticaccia enorme a trasferirla a mio figlio… mi piacerebbe che potesse partire da quel poco che ho appreso…

    ma per girare la cosa in positivo, sì, qualcosa hai appreso. che sia “una caccola nell’universo” (se mi si passa l’espressione francese) o qualcosa di più grosso. E’ che noi siamo così, guardiamo quello che ci manca, piuttosto che quello che abbiamo conquistato.

    e aggiungo, te che sei amante dell’oriente, il bello è il viaggio, non la destinazione (sort of, insomma, io che sono occidentale mica ci credo tanto, eh).

    keep on running, canta il mio amico Giuliano Palma

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Ah beh, il tema del trasferimento è un’altra di quelle cose che devi sbatterci le corna un ziliardo o due di volte prima di pacificarti. Io cerco di ripetermi che io sono l’arco e loro le frecce. Ma non aiuta tanto, specialmente quando le vedi che arrivano ai 100 metri ancora col gas aperto mentre tu avresti già staccato e impostato, per cui è evidente che faranno un dritto… e allora incroci le dita e preghi che sia solo una scivolata e che la via di fuga sia libera…
      Eh sì, a oriente ci guardo spesso. Ma ti sto orientalizzando un po’ anche a te… ti serve un po’ di apprendistato con qualche mentore che ti aiuti, e vedrai che guardare a oriente sarà più facile, e anche metterlo in pratica.

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  3. pani

    uhm…osteopata? Plantari? Dici che sia una buona soluzione? Diavolo, non riesco più a correre! O meglio, a correre ce la faccio ma poi i dolori si fanno pungenti.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Beh se il problema è la schiena te lo consiglio caldamente, un osteopata. Perché al netto dei plantari ti può aiutare lo sblocco articolare e l’ammorbidimento delle contratture, oltre che può insegnarti delle posture da fare per conto tuo che ti aiutano.
      Una dritta che mi ha dato è di fare stretching PRIMA di andare. E, sempre se il dolore è alla schiena, lo stretching di polpacci, quadricipiti e glutei fa molto, molto bene (e qui parlo per esperienza personale).

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            1. Wish aka Max Autore articolo

              Non è un problema di valore assoluto, ma di distribuzione del carico. Se sei sbilanciato (a destra o a sinistra, in avanti o indietro) questo può provocare uno sforzo anomalo di certi muscoli e il conseguente dolore.

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            2. pani

              questa sera provo, mi metto due ali sulle spalle. Ho appena spiumato un paio di oche…ora prendo la cera e le compongo. Chiamatemi Icaro!

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  4. Biancaneve Suicida #OVERDRIVE#

    Forse quel giorno deve ancora arrivare, forse bisogna anche accettare che qualcosa manca per capire tutto sempre, a volte è qualcosa che non potremmo comprendere mai perché non è in noi, o non è tempo. O. Tu lo sai, corri e pensi e sembra tutto più chiaro ma manca qualcosa. E’ un po’ come alle interrogazioni: c’è sempre qualcosa che non ricordi e il cervello ci gira attorno senza vederla. Forse è questione di spazi neuronali. Forse anche i pensieri si acciaccano quando corrono.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Eh sì. Ma sai qual è il fastidio grande? Quella frase “un giorno capirai” che me la sono sentita dire tante volte, e che forse se il giorno fosse arrivato magari il rebus si risolveva. Ma tanto. A Roma diciamo “si nun le sai le cose, salle”.🙂

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  5. Bonkgirl

    Un giorno capirò. Un giorno.. quando? Una di quelle domande che forse non avrà mai risposta ma aspetteremo lo stesso perché è questo che sappiamo fare.🙂

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Il problema è che la pazienza a un certo punto finisce… al contrario di quanto si pensa non è che con l’età ci si pacifica😆 si diventa solo più incazzosi (if you pardon my french)😉 (e stracazzo mi sono dimenticato di venire da te, ma lo faccio ora)

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  6. el

    sorvolando sul fatto che quella canzone mi piace da morire e che ultimamente li sto riascoltando tanto anche io. ma anche non sorvolando su questo particolare, insomma, come vogliamo.
    è che bisogna vivere ogni giorno, capendo o no ma sicuramente imparando. che forse è vero che certe cose non possiamo capirle più, per alcune non abbiamo avuto neanche la possibilità di farlo. ma è anche vero che la rabbia non serve e non aiuta, tutt’altro. e quindi, cercare di capire, sì certo, ma poi andare avanti diventa necessario.

    che a volte le cose e le persone si lasciano capire quando smettiamo di.
    (parlo a sproposito, vero?)
    abbraccio

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      (per niente a sproposito)
      attenta che rischi di trovarmi akkoalato al tuo collo se mi abbracci… e va bene che sono magrolino oramai, ma sempre 80 kg circa faccio…😉
      (grazie)

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  7. 黒子 くろこ kuroko

    una turbolenza di brandelli di pensieri mi sta attraversando la mente e non so bene comecosa scrivere. perché si sono affacciati alcuni ricordi (che forse è la seconda volta in poco tempo. ed era tanto che non ci pensavo.)
    il problema è che le parole si stanno allontanando da me. nel senso che quello che capisco non è quello che “ho”. meglio: quello che “ho” non lo capisco e non posso spiegarlo (sempre che il capire di cui parli include la possibilità di spiegare ciò che si capisce, a se stessi prima di tutto.) e sto scrivendo un casino, vero. che neanche te lo so spiegare questo “ho”. comprenderebbe qualcosa come capisco/credo/spero/sento/so/possiedo ma non è nessuna di queste cose né questo agglomerato mi soddisfa come spiegazione. quello che “ho” non so spiegarlo. per cui sento come se capire le cose non è un traguardo o il traguardo. finché la comprensione passa attraverso la “spiegazione” o le parole, sono ancora distante. la differenza è la sensazione. è “avere” il concetto, non “capirlo”. e per favore, posa la cornetta e non comporre il numero del manicomio (non ancora) che non ho idea di cosa intendessi tu e parlo in relazione al trip che mi si è scatenato.

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  8. Tartarugola

    li adoro, ma stavolta hanno torto, imparare da grandi è più lento e doloroso, ma credimi, è possibile e alla fine si arriva a capire anche le cose più orribili, magari non le si condividono, ma alla fine la logica che c’è sotto salta fuori, credimi.

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  9. tittisissa

    Io come te, se non capisco, ci sto male. Forse devo imparare a credere che se non ho ancora imparato finora, non credo proprio che mai imparerò. Non più.
    E comunque se da grandi è più doloroso imparare, più di quanto non abbia potuto sperimentare nella mia vita sino a questo punto, aggiungo che non ne ho più nemmeno voglia.

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  10. Albert1

    “someday” is Today.

    O quando ti pare. Lo decidi tu, quando è “someday”.

    “Non capisco” è come “non lo so”. E’ un’espressione del cazzo, da non usare mai.
    Mi hanno insegnato a non dire mai a qualcuno “tu non hai capito”. Devo dire “non mi sono spiegato”, è più carino. E allora, allo stesso modo, non sono mai io a “non aver capito”, sono gli altri che non si sono spiegati.

    Comunque, alla fine, l’unica cosa lecita da dire (che funziona sempre, che tu abbia capito o no) è: “nun me ne frega ‘n cazzo”. Quella si.😀

    Mi sono spiegato ? Se si, bene, se no sticazzi😉

    T’abbraccio !

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Te sei spiegato frate’. E comunque a me me frega la metà de uno che gne frega ‘n cazzo. (pardon my french :lol:)

      Seriamente. Mi piace che someday is today. Però quando quelli che non si spiegano sono quelli a cui tieni di più allora diventa complicato. Però effettivamente il metodo sticazzi potrebbe aiutare. (btw il libro l’ho comprato… carino, 9 euri ben spesi, consiglio)

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      1. Albert1

        Vedi perchè io non diventerò mai ricco (materialmente parlando, perchè spiritualmente sto meglio di Bill Gates) ?

        Perchè, pur vivendo da almeno trent’anni (forse di più, lo diranno i miei biografi) in un perfetto stile sticazzico non ho mai pensato di scriverci un libro, col quale avrei fatto – certamente – soldi a palate.

        Al massimo faccio l’etimologo a gratis su FdP:

        http://2010fugadapolis.wordpress.com/2010/09/23/lo-spigolo-di-albert1-i-sti-cazzi/

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        1. Wish aka Max Autore articolo

          Ah ma l’ho letto!! Un vero capolavoro, e pensavo di riferirmici perché un amico milanese mi ha chiesto di scrivere la distinzione tra lo sticazzi nordico e quello romano. Inutile dire che quello romano è l’unico e vero sticazzi che conta, il resto è roba padana o pseudo-tale che conta come er due de coppe a briscola quanno regna bastoni, tanto per usare un’altra espressione idiomatica fondamentale nel romanico dialetto…😉

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          1. Luci

            Ma lo sapete che qui in Romagna l’espressione suddetta si utilizza anche come manifestazione di stupore? Mi spiego… “Ma lo sai che il Tale ieri ha vinto 100.000 euro al Superenalotto?” “Sti cazzi!!!” …

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            1. Ema

              confermo… ma io sono stato illuminato da Max…
              aggiungo: “conta come er due de coppe a briscola quanno regna bastoni” in ultima mano…

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  11. Katia

    Max mio,
    vorrei non essere così lontana e impossibilitata a coprire le distanze, per andare sempre da ciascuno quando è opportuno. Verrei da te, ci andremmo a sedere su una panchina mezza al sole per te e mezza all’ombra per me e parleremmo. E anzi, tu parleresti, per il semplice fatto che, a parer mio, tu di cose ne hai capite già un bel pò.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Io, purtroppo, so di non sapere. E cerco, cerco, cerco. A volte scopri, dopo decenni, che forse certe cose che pensavi di aver capito in realtà sono diverse. Ecco, lì mi piacerebbe averti a portata di caffè. Per fare quattro chiacchiere. De visu. Ma sono fiducioso. Penso che ce lo prenderemo, un caffè.

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  12. comearia

    Mio padre mi ha sempre parlato molto.
    E io, puntualmente, ciò che di suo ho deciso di mettere in pratica, o di riconoscere nella realtà, l’ho preso in considerazione almeno anni dopo certe nostre chiacchierate.
    E lui, ovviamente, si arrabbia. E si distrugge perché non lo ascolto, perché voglio schiantarmi anziché frenare, perché non capisco subito, in tempo utile.
    E io, ogni volta, gli dico che sì, è vero, non metto in pratica subito i suoi consigli o i suoi accorgimenti. Ma se lui non mi avesse fatto notare certi aspetti della vita, io non sarei nemmeno stata in grado di riconoscerli, al momento giusto.

    Just to say.

    Max, io ho fiducia in te.
    Non si smette mai di camminare.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Eh, no. Però sarebbe tanto bello fermarsi, qualche volta. Solo per contemplare il proprio cammino sino a quel momento. Magari per ripercorrerne un pezzettino, particolarmente suggestivo. E invece niente. Le batterie si stanno ricaricando, è quasi ora di uscire dal buco.

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