Di compleanni, di sorprese e di belle cose

Ed era anche ora, dopo tanto travaglio, dopo tanta sofferenza, che parlassi di qualcosa di bello. Il bello per me è importante, la ricerca della bellezza è qualcosa che va molto oltre l’effimera estetica esteriore. Perché c’è anche e soprattutto un’estetica interiore, una bellezza che è “dentro” le cose, intrinseca. E non solo nelle cose, ma anche nelle situazioni. E come il brutto è foriero di negatività, di depressione e di ansia, il bello all’opposto è foriero di positività, di gioia e di serenità.

E ordunque, si venga alla cronaca. Sto parlando del giorno del compleanno. La prima, bella sorpresa, me l’hanno fatta le ragazze, la dottoressa Cippi e Duli. Alzandosi presto e offrendosi di preparare il pranzo, a cui avevo invitato mia sorella, una cosa molto piccola e informale perché francamente ero ancora in un mood abbastanza negativo. (avviso ai naviganti, il blog di mia sorella è ancora un work in progress; mi fareste cosa gradita, giusto per metterle addosso un po’ d’ansia e farla decidere a scrivere qualcosa, ché sarebbe anche ora, se lasciaste un po’ di commenti sul suo blog, a titolo di stimolo a vitalizzarlo) (sì, lo so, sono una brutta persona) (ma lei lo sa) (e sì, mi vuole bene lo stesso) (e ok, la pianto con le parentesi)

Dicevo dell’offerta di preparare il pranzo. In realtà per una serie di considerazioni eminentemente logistiche il pranzo l’ho preparato io, insieme con Carla detta Virna. Ma è ovviamente il pensiero che conta, e il pensiero consiste nel mettere la sveglia e alzarsi nonostante avessero fatto tardi la notte precedente. E come vedremo, non si esaurisce qui. Ma andiamo oltre.

Quando è arrivata, la sorella si è presentata con un pacchettino che indicava chiaramente una dimensione librica. Ora i libri per me sono sempre una festa, perché anche ora, che mi sono quasi completamente convertito al kindle per motivi logistici, un libro è sempre un oggetto dal fascino intramontabile. Ho dei libri che periodicamente riprendo in mano e sfoglio, consulto, rileggo. Sì uno di questi è il Tao Te Ching in edizione Urra, è la versione italiana più completa che abbia trovato, oltre ad avere tutti gli ideogrammi originali con i significati, una sorta di fatti-la-tua-traduzione, ha anche una sua propria traduzione ma completata con le principali traduzioni alternative. Ne ho altri come questo, intendo che consulto periodicamente, e poi ne ho un tot che magari rileggo per il mero gusto della rilettura. Ho un’edizione paperback in lingua originale de “L’incendiaria” di King, che è consunta per quante volte l’ho letta. Ci sono passaggi che conosco praticamente a memoria. The firestarter per me rimane probabilmente il miglior lavoro di King, anche se è veramente difficile fare una classifica. E poi ogni tanto mi metto davanti alla libreria, semplicemente a guardare. E magari ne tiro fuori uno, sfoglio qualche pagina e lo rimetto al suo posto. Per dire che ecco, i libri per me sono tanto. E quindi, quando ho visto “libro” è già stata una festa. Ma non avrei mai immaginato, not even in my wildest dreams (questa è per lina) (e te la googli :D) (ché l’ho imparata a Houston e mi piace da impazzire), che sarebbe uscito dal pacchettino questo:

I blog therefore I amE’ la stampa di tutti i post del blog dall’inizio sino a un paio di giorni prima del compleanno. Sono rimasto praticamente senza parole. Guardavo questo tomo, perché di tomo si tratta, sono venute fuori oltre 200 pagine, e non mi capacitavo. E’ stata una sensazione veramente strana. Vedere su carta quello che avevo scritto e visto tante volte sullo schermo è stato strano, purtroppo non mi viene una parola migliore. Il mix di emozioni è stato complesso, c’era di tutto. La dottoressa Cippi ha cinicamente commentato “mo’ si commuove, c’ha la lacrima facile in questo periodo”, e in effetti il groppo c’era tutto, e anche il luccicone. La lacrima l’ho ricacciata indietro però.

Il pranzo era finito, dopo un po’ di chiacchiere mia sorella e il marito sono andati via, e il pomeriggio è trascorso pigramente tra televisione e uscitina per commissioni. Ma non erano finite le sorprese, perché, al rientro, ho trovato la dottoressa Cippi in cucina, che lavorava avvolta da una nuvola di farina, preparando fettuccine fatte rigorosamente a mano, pizzette e rustici, perché non poteva pensare di lasciar passare il compleanno senza cucinarmi nulla. E, ecco. Queste sono le cose che aprono il cuore.

E ancora non finisce qui. Perché il giorno dopo, ma a me piace pensare che sia una continuazione del compleanno, il giorno dopo  ho trovato una mano tesa verso di me. E l’ho presa. L’ho ripresa, a dire il vero. L’ho ritrovata. Quella mano ha ritrovato la mia, e la mia l’ha ritrovata. E le abbiamo strette insieme. Ed è stata la cosa più bella che mi sia capitata da un po’ di anni a questa parte. E qui è necessario fermarsi e fare una considerazione.

Dico spesso, e in particolare l’ho detto molte volte proprio a mia sorella, che non si può stare sempre ad aspettare la burrasca. Mi piace la metafora marina, in particolare quella della barca a vela, e immagino questa barca a vela, magari appena uscita da una tempesta che ha messo a dura prova il sartiame, e che si trova magari in un golfo, o semplicemente in una zona dove il mare è calmo, il cielo è sereno, il vento è calato. Ecco, in queste condizioni un buon capitano non sta costantemente a guardare ad occidente, da dove arriverà la prossima burrasca. Un buon capitano butta un occhio ogni tanto ad occidente. Perché un buon capitano non mette la testa sotto la sabbia, e non pensa che la bonaccia durerà per sempre. E per questo, ha un livello di allarme minimo sempre attivo, quel livello di allarme minimo che lo fa guardare ad occidente ogni tanto. Ogni tanto. Questa è la parola chiave. Non abbassare la guardia, ma non farsi prendere dal panico immotivato. Un’altra burrasca arriverà. E’ molto probabile, se non addirittura sicuro. E quando arriverà sarà forse necessario dare una o due mani di terzaroli alla randa, o magari addirittura ammainarla in attesa che cessi la buriana. Sarà necessario agire presto e bene, aggrapparsi alla barra del timone con tutte le forze per governare la barca. Ma ora, in questo momento, c’è bonaccia. E cosa osta a godersela? Cosa osta al farsi un bel bagno in una baia particolare, magari non raggiungibile via terra? Vivere nel presente è anche questo, apprezzare il carpe diem è anche questo. Mi viene da dire che è soprattutto questo.

E quindi io un bel bagno me lo faccio, qui e ora, tenendo stretta quella mano. Hic et nunc. E, ogni tanto, butterò l’occhio a occidente. Ogni tanto.

45 pensieri su “Di compleanni, di sorprese e di belle cose

  1. tittisissa

    Bello e profondo, come sempre. Come solo tu sai essere.
    E quando da quel bagno verrai fuori e ti sarai asciugato per bene, per piacere scrivimi il tuo indirizzo in privato come ti pare (faccialibro, mail, cellulare, whatsapp) perché ehmm… a proposito di libri, ti avrei preso una cosetta che in libreria mi ha fatto pensare subito a te e alla bella stagione che si avvicina. Considerando la tua recentissima uscita dal buco, ecco, QUEL dono che ho scelto, credo sia in tema e che ti piacerà.
    Non ti avevo ancora scritto di mandarmelo perché sono stata recentemente operata agli occhi e per giorni ho avuto difficoltà a leggere e scrivere. Il tuo post di oggi, come si dice, è capitato “a fagiolo”🙂

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  2. elinepal

    ecco tu sei un vero uomo e hai ricacciato indietro la lacrima, invece io (come direbbe la tua Cippi, che per inciso è stato il mio soprannome per anni)c’ho la lacrima facile e mi commuovo. E che cavolo! BUON BAGNO!
    eppoi mi si è spalancata la bocca al regalo di tua sorella! che super cuore! che pensiero incredibile.
    Beh goditela sta bonaccia, che te la sei lavorata, Capitano.

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  3. Bonkgirl

    Ebbene si, mi sono commossa pure io. Sono le piccole cose, gli affetti familiari, a farci pensare che c’è sempre qualcosa in cui credere, uno scopo da raggiungere, una baia incantevole dove nuotare. Lezione di vita pure per me. Se la tempesta deve arrivare, arriva. Tutto sta a come la si affronta e a come si vive l’attesa della prossima. Un abbraccio Max!

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  4. comearia

    Wow.
    Aspetta, eh, adesso tiro fuori qualcosa di più articolato.
    Ecco: uau.

    Il libro con i tuoi post è una figata. Perché puoi leggerti. E leggere il cartaceo è diverso, ma lo sai. Ha una consistenza. Questo serbatoio di pensieri ha una consistenza, ora. E tu puoi sentirla, ogni volta che vuoi. Prendere in mano quel tomo [tomo, hai scritto bene, anche solo per quello che contiene] e leggerti, leggere te stesso.
    Splendido.

    Ho sorriso istintivamente nel leggere “Queste sono le cose che aprono il cuore”, perché è vero, ed è meraviglioso quando qualcuno ti apre il cuore. E’ qualcosa cui non puoi opporti.

    La mano tesa. L’hic et nunc. Sai come la penso.

    Spero forte per te.

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  5. 黒子 くろこ kuroko

    prima di scrivere, il dovuto silenzio.
    (quante parentesi. c’è da andarne orgogliosi.)
    la bellezza. guarda caso non c’entra con la bontà. un regalo del genere, la sveglia e le tagliatelle. non vengono da buone persone, vengono da belle persone. la differenza è sostanziale.
    abbiamo intorno tutto ciò che ci serve.

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  6. musicalina

    C’è chi li odia.
    Io li amo.
    I compleanni. Da sempre. Perché può diventare il giorno in cui tutto può cambiare.
    E puoi trovare chi ti apre il cuore, chi cucina per te e chi ti tende una mano che desideravamo disperatamente afferrare.
    Sono felice per te. Mi hai allargato il cuore con questo post. Per tante cose. Tante.
    Goditi la bonaccia e non guardare a occidente perché se la burrasca arriva arriva e solo allora l’affronterai, anche se non avrai mai guardato da quella parte…

    Infine, mi spiace deluderti questa volta ma la tua citazione british l’ho compresa senza googleggiare perché la conosce e l’amo da sempre.
    Un abbraccio stretto.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      beh it’s not exactly british… più americana degli stati del sud… ma occhei, l’importante è che ci capiamo!😀
      e me la godo la bonaccia, sono qui che sguazzo in un mare caldo e trasparente, con pesci coloratissimi che mi nuotano intorno.

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  7. keewisback

    vabbè ti invidio a palla per il book del blog!
    Una figata da veri stylish guys *_*
    E poi è molto figo anche quel hic et nunc finale nel post … confessa che ti ha ispirato il mio “hic et Munch”😉

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  8. Vale

    Davvero comovente. Una delle cose che rimpiango dei libri in versione tecnologica è proprio non poter toccare le pagine, sentire il profumo della carta, accarezzare le copertine… Devo essere un po’ feticista! Quindi molto bello il regalo di tua sorella e complimenti a te per la lacrima, sempre speciale vedere emergere i sentimenti

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    1. Giangius

      “Devo essere un po’ feticista! ”
      siamo in due allora.

      i kindle o tablet non li ho mai digeriti. Un libro ha il suo fascino, se sono rilegati poi sono anche piccole opere d’arte. Nella tecnologia in questo settore dei libri, come romanzi, c’è chi afferma il rischio di eliminare la frequenza nelle biblioteche; ma questo nelle statistiche sembra non esser vero ed i “feticisti” dei libri son ancora ben di più delle tavolette inanimate.

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  9. Giangius

    un dirupo addietro c’è stato
    una mano ti ha salvato.

    Un sorriso polveroso,
    farina, miele e focacce
    ti ha illuminato.

    la famiglia, oh sì
    un barcone malconcio,
    ma sublime navigante.
    ti fermi? lei ti aspetta.

    PS: due righe veloci, prendile così.
    Ciao Max🙂

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  10. keewisback

    oh “metti una goccia nel serbatoio”, ma…dove posso smanettare anch’io con l’html del mio blog??? tipo…da me c’è un sottotitolo che parla di gatti e pigiami che, però, non c’entra niente con me!

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      1. keewisback

        -.- disagio in me -.- acute desease!!!
        non ce la posso fa’… speravo in un “clicca qui per modificare il tuo template”, ma NO!…sarebbe stato tropo semplice!!
        …. mascalzoni!!!!!!
        grazie comunque ._.’

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  11. Pingback: Il mio libro | Serbatoio di pensieri occasionali

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