Inquietudine

Mi sveglio alle 5 e mezza, è tutto buio, i gatti hanno rovesciato il contenitore di cibo lasciato incautamente fuori dal mobile e hanno banchettato. E’ ancora notte, esco fuori, vorrei guardare le stelle; è tutto nuvolo invece, si sente elettricità nell’aria, sta per venire giù un temporale. Dopo pochi minuti iniziano i lampi e i tuoni, ancora niente pioggia. Sono inquieto. Raccatto i croccantini sparsi per tutta la cucina e mi faccio un caffè. Di dormire non se ne parla neanche. Vorrei scrivere, ma non ho voglia. Vorrei leggere le email arretrate ma non ho voglia. Vorrei leggere i blog con cui sono in arretrato ma non ho voglia. Prendo Gibran, leggo qualche pagina. Malinconia. Per una volta mi ci accomodo, la sento montare come un’onda, non resisto, la cavalco. E guardo dietro di me, e mi metto a fare una cosa che non faccio mai: mi metto a pensare “e se”. E se. Mi incanto. Come mi sono incantato ieri a pranzo. A un certo punto ero perso. I colleghi mi hanno chiesto dove fossi. Ero altrove. Sono altrove anche ora. Immagino. Penso. Arriva l’alba, piove molto. C’è da fare. Mi muovo.

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8 pensieri su “Inquietudine

  1. apity

    Nella vita spesso si cambia, ci si trasforma completamente. Ti stupisce il fatto che ti sia ritrovato altrove? Succede che vorresti rispondere alle persone che attendono una risposto e invece non hai voglia di pronunciare parole e mettere insieme lettere. Adoro annuire certe volte. Oggi parlavo con una signora molto anziana, conosciuta da poco, lavorava in tipografia. Le ho annuito per tutto il tempo, mentre osservavo le sue rughe, i suoi occhi verde scuro, i suoi baffetti, i suoi denti, i suoi vestiti. Discretamente. Senza farmi notare. E’ stato diverso dal solito conversare. Mi è piaciuto moltissimo. Quindi penso che tu non debba esser sempre con l’orecchio teso, vigile, sempre pronto ad ascoltare. Ogni tanto bisogna anche stare in silenzio e va bene così.

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  2. elinepal

    Hai aperto una finestra nuova verso di te. Ascoltare i propri desideri, gli impulsi vitali è molto bello. Io credo sia vitale. Da li a decidere di fare cose la via può essere lunga e anche tortuosa. Buoni pensieri!

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  3. Pingback: del preservare un sottoinsieme: esce il libro di Max | Rem tene, verba sequentur. O anche no?

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