Sul treno

Freccia_rossaUn post su un blog è come un messaggio in una bottiglia. Si scrivono emozioni e le si affidano all’oceano. Talvolta sembra quasi di dialogare con qualcuno, in realtà è come essere di fronte al proprio specchio: uno specchio che rimanda non soltanto l’immagine fisica, ma anche l’interiorità.

Rileggo una poesia di Vivian Lamarque, secca e asciutta ma proprio per questo intensa

SE SUL TRENO
Se sul treno ti siedi
al contrario, con la testa
girata di là, vedi meno
la vita che viene, vedi
meglio la vita che va.

Sono su un treno lanciato a esattamente 246 km/h, come ci fa sapere Trenitalia, una velocità troppo bassa per apprezzare qualunque effetto relativistico, e invece mi piacerebbe che la velocità fosse maggiore di quella della luce, per andare oltre il tempo e oltre lo spazio, per abbandonare questo autunno che non mi piace, per tornare all’estate, per rivivere dei momenti vacanzieri: talmente brevi sono stati, che sembrano lontanissimi nel tempo. O meglio, come dice Vivian, li vedo allontanarsi e diventare piccoli piccoli. Ma per fortuna certe visioni restano, non si cancellano. Il mare. Il sole. Sirio all’alba. Una spiaggetta che sembrava un’isola incantata.

L’equinozio è passato, andiamo verso il solstizio. Ma esiste il tempo?

69 pensieri su “Sul treno

  1. liberadidire79

    il tempo dei ricordi esiste sempre, e quelli son dentro di noi, nessun treno veloce può portarli via, in qualsiasi direzione siamo seduti.

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  2. Ema

    Diceva un mio amico, vissuto a fine 500 (fece in tempo a vedere il 1600, ma per 48 giorni) che è il pensiero che genera la materia. Per quanto fisicamente improbabile (che dire impossibile non mi va, io sono un testone), ė metafisicamente possibile. Alzati, come dice Elinepal, cambia posto e genera nuova materia. Io, che oggi sono triste e sai perchè, sono felice perchè decido di esserlo. Facile? Absofuckinglutely not. Ma io pontifico bene🙂

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      ecco. meno male che lo hai detto alla fine, che pontifichi. altrimenti avresti detto alzati e cammina…
      e sul fatto che il pensiero generi la materia credo sia molto meno improbabile di quanto pensi.
      ma ora non mi va di alzarmi. gnegnegne.😀

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  3. edp

    Ecco, io a sentir dire “sul treno” immagino sempre qualcuno sopra il tetto del treno, mai dentro al treno, e mi correggo, e cerco sempre di dire “in treno” che pare che mi calzi di più. E’ che forse anche l’idea di andarci sopra, al treno, non è mica male.

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          1. Francesco Vitellini

            Quando il tempo trascorre è il tempo che compie l’azione del “trascorrere”, e l’aratro è la parte agente nell’aratura. Per cui il tempo, secondo me, è l’aratro, e il solco è (anche figurativamente) il segno visibile che lascia sull’uomo (la terra).

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            1. Francesco Vitellini

              Per me nessun problema.
              La prima volta che sarò dalle tue parti (se non sbaglio zona di Roma, no?) ti farò sapere

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            2. Francesco Vitellini

              Ho, comunque, in programma di fare un finesettimana a roma.
              Ho un cugino gesuita lì, e adoro la loro ospitalità.
              Ti faró sapere

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            1. Wish aka Max Autore articolo

              perfetto o piuccheperfetto? (minchia il presente perfetto è fantastico, se lo avessi detto alla prof di italiano sarebbe morta di crepacuore…)
              seriamente, sì. ed è la cosa più difficile, concentrarsi sul presente.

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  4. ludmillarte

    tutto è relativo, no? però certe cose non si cancellano e poi è intelligente provare ogni senso di marcia secondo me. guardare indietro può aiutare a guardare oltre ed il futuro in modo più consapevole

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  5. laura

    io penso che la prova del tempo che esiste siamo noi, la nostra memoria personale e collettiva.
    E’ una sensazione ancestrale quella della continuità del tempo ed è anche un po’ rassicurante il fatto che ci sia (il tempo)
    Detto questo (e credo di non essermi capita neanche io!), giusto per tornare la solita me chiudo così: “chi ha tempo non aspetti tempo”😀

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      potrei prenderti per mano e farti fare un giro in un luna park dove ci sono due gemelli, uno dei quali parte per un viaggio, e al ritorno risulta più giovane di quello che è rimasto… detto quindi che il tempo è relativo, perché non potrebbe avere delle discontinuità? dei punti angolosi, o magari degli asintoti, perché no? se non lo hai fatto, leggi “I langolieri” di Stephen King, mi pare sia nella raccolta “4 dopo mezzanotte”.😉

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  6. lilasmile

    Quando sono in treno scelgo sempre la posizione “al rovescio” e vedo la vita che va e sento che il tempo scivola in un sospiro. Esiste il tempo? Esiste, esiste eccome!
    Un sorriso, Lila

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  7. Pandora

    Ma il tempo…se si pensasse meno al tempo e si cercasse di vivere più intensamente il presente forse non ci si farebbero tante domande sul tempo, è che siamo tirati da mille fili di ricordi e questi sono collocati in uno spazio-temporale ben preciso.
    E’ un bel casino🙂

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      È un enorme casino. Il punto è che comunque è il passato che ti ha condotto a questo presente, e questo presente ti porterà nel futuro, si dovrebbe tentare di costruire un buon futuro compiendo azioni “giuste” ora. Poi ci si ritrova nel futuro e si scopre che quelle azioni non erano forse così giuste, e si ricomincia daccapo. Un gran casino, per l’appunto.🙂

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  8. Claudiappì

    Esiste il tempo? Non lo so. Per quello che mi riguarda, magari viviamo in un sogno, magari un sogno di qualcun altro, magari di un alieno😉
    Comunque grazie, anche per i versi che non conoscevo :*

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  9. TADS

    il tempo è quella unità di misura che serve per rendersi conto di quanto tempo si sia perso,
    praticamente è un circolo vizioso, forse una bolla, filosoficamente un cerchio.

    TADS

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  10. Topper

    Il tempo non esiste. Ma esistono strumenti, aggeggi, teorie e calcoli creati dall’uomo che cercano di farlo esistere a tutti i costi. Esattamente come fanno con dio, con la fortuna, con la guerra e con Lady Gaga.

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  11. labloggastorie

    Mi hai fatto venire in mente quando un pò di anni fa facevo su e giù con il treno per venire a Roma e mi appiccicavo la faccia sul finestrino e speravo che nessuno sentisse il mio cuore battere mentre sorridevo e pensavo che guardando le immagini lì fuori mi stavo mangiando con gli occhi la vita.

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