Stavolta

voragineStavolta il buco è più profondo. Molto di più. L’ho detto molte volte, l’incapacità di relativizzare è parte della vita di tutti. “Pensa a chi sta peggio” è la frase peggiore che si possa pronunciare. Come ha detto il mio amico redpoz in questo post, anche “andrà tutto bene” è una grandissima boiata, da dire e da sentire. Perché che ne sai? Che ne sai che andrà tutto bene? E che ne sai di come mi sento, e come fai a dire come si sente chi sta peggio? Qual è il metro? Qual è la misura? Il cibo quotidiano? Il tetto sulla testa? Ok, mi è andata di culo. Sono nato qui. Ma un po’ del mio, puttanaccia eva, ce l’ho messo anche io. Sono lustri che mi rompo il fondoschiena. Avrò diritto, considerate le condizioni al contorno, ad un tetto sulla testa e al cibo?

Non voglio farne un problema di meritocrazia. Voglio però sgombrare il campo da facili illusioni. Se uno si sveglia pensando “oddio un altro giorno” non è proprio un bel sentire, ecco.

E allora si prova a resistere, e si prova e si riprova. E poi viene il momento che si dice, ok. Anche se sono tre anni che ne faccio a meno, ok. Prendo i farmaci. Ma i farmaci non funzionano. E allora si prova a cambiare farmaco. E qualcosa fa, ma non troppo. La notte è una sequenza di risvegli con cadenza oraria più o meno.

E intanto i giorni passano. Cerco di dimenticare. Di andare oltre. E’ una fatica immensa.

P.S.: Ringrazio tantissimo sguardiepercorsi che mi ha indirizzato a questo video di Andrew Solomon, che inizia con una meravigliosa poesia di Emily Dickinson, riportata qui di seguito.

I felt a Funeral, in my Brain,
And Mourners to and fro
Kept treading—treading—till it seemed
That Sense was breaking through—

And when they all were seated,
A Service, like a Drum—
Kept beating—beating—till I thought
My Mind was going numb—

And then I heard them lift a Box
And creak across my Soul
With those same Boots of Lead, again,
Then Space—began to toll,

As all the Heavens were a Bell,
And Being, but an Ear,
And I, and Silence, some strange Race
Wrecked, solitary, here—

And then a Plank in Reason, broke,
And I dropped down, and down—
And hit a World, at every plunge,
And Finished knowing—then.

73 pensieri su “Stavolta

  1. simonascudeller

    Premessa: porta pazienza io non so essere fine di/nei sentimenti, quindi sono pronta al cespuglio di schiaffi.
    Il primo istinto è stato quello di pensare – chi diavolo sono io per intervenire – ( diavolo non è il termine pensato, capisci a me ).
    E’ difficile scrivere qualcosa che non sia banale e so già che lo strafalcione banaloide è sulla pista di partenza.
    Porca miseria se i periodi melmosi esistono e sono anche periodici. Li paragono al ciclo mestruale ( mossa azzardata lo so ) se ti va bene a scadenza programmata, altrimenti t’arrivano tra capo e collo senza avvisaglie. E so’ cazzi ( si esprime così anche la contessa ).
    Nel buco nero è necessario stare ogni volta che il fisico e la mente decidono di farlo.
    Empaticamente posso comprendere il “disagio” e lo sforzo di guardare ogni giorno come all’ennesimo ostacolo da affrontare.
    Che dire Max, tengo sempre da parte la richiesta di comparizione🙂
    Un abbraccio

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Ho tantissima pazienza, e condivido la tua analisi. Il parallelo non è così azzardato. Quello che frega è che non c’è una vera periodicità. Pensi di esserne fuori, e poi ad un certo punto senti che. E poi ancora. E ti dici, ok, ora passa, dai. E non passa. E peggiora. Ecco è un po’ così… Ma grazie per le tue belle parole.🙂

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  2. tiZ

    A volte si sente il bisogno di crogiolarsi nelle proprie preoccupazioni, non possiamo sempre paragonarci agli altri, a chi sta peggio. Come si fa a stabilire il metro se ognuno di noi ha una storia diversa alle spalle? E allora si tocca il fondo, ci si lascia cullare poi… speriamo di risalire e rivedere la luce…chissà. .

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  3. flampur

    Ti cito l’ultimo Baricco, per quel che può servire: “Si semina, si raccoglie, e non c’è nesso tra una cosa e l’altra. T’insegnano che c’è, ma.. non so, io non l’ho mai visto. Accade di seminare, accade di raccogliere, tutto lì. Per questo la saggezza è un rito inutile, e la tristezza un sentimento inesatto, sempre”. Ti auguro di raccogliere Max, magari solo strappare radici in caduta libera.. tutto il resto da dirti sarebbe come la tristezza. Inesatto.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Guarda Franco, ne parlavo proprio l’altro giorno. Io sono per il “what goes around comes around”. Nel “chi semina raccoglie” e in particolare nella semina c’è un intrinseco interesse. Non si semina così per seminare. Se semini un campo vuoi raccogliere qualcosa. Invece se dico che qualcosa “goes around” dico che è la tua essenza che va in giro. È la tua essenza prima o poi che “comes around”, torna indietro. E la tristezza, ahimé, ancorché inesatta, purtroppo a volte arriva e non se ne va.
      Grazie per lo spunto, i tuoi commenti sono sempre molto apprezzati.🙂

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      1. Sun

        Ci sono le variabili, e quando semini il vento è la variabile… porta in ciò che hai seminato ciò che altri hanno seminato a loro volta.
        Sicuramente mi sono capita da sola. Porta pazienza🙂
        Per il resto, uscire dal buco nero, sta a noi, in primis.
        Poi, se gli altri rompessero meno le scatole, non sarebbe male :)))

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        1. Wish aka Max Autore articolo

          Comprendo quel che dici, quel che io contesto è proprio il concetto di semina. Io non semino. Io sono. Ed è la mia essenza che va in giro. E si mischia con altre essenze, e forse viene apprezzata e forse no, e la mia essenza lascia in giro bene e male. E quel che lascia in giro alla fine torna. Quindi credo che stiamo dicendo la stessa cosa, alla fine. Il fatto è che è un po’ di tempo che ce l’ho con la cultura cattolica, per cui queste metafore mi stanno abbastanza sul gozzo. Un po’ come il figliol prodigo. Se tornasse da me, io ammazzerei il vitello grasso, ma per prenderne le interiora e impiccarci il figliol prodigo…🙂

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  4. koredititti

    Ciao, ti abbraccio, se posso, se vuoi, sai che capisco bene ciò che racconti. Non so come sia successo, la mia risalita è iniziata sabato scorso dopo mesi, forse dopo un anno e mezzo, comunque dopo tanto tempo. Auguro anche a te di risalire, magari domani, proprio domani. Riuscire a scrivere è tanto, forse sei proprio alla curva giusta. E se non ci sei arriverà. Kore, come Proserpina.

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  5. Topper

    Non mi è ben chiaro quanto sia profonda quella voragine né cosa l’abbia creata né soprattutto perché ci stai dentro. Pensavo ad un malessere fisico (e forse, in parte lo è) ma ho cercato di leggere oltre, ho seguito i link e sono più confuso di prima. Ma questo non conta. Perché non hai scritto per cercare comprensione, credo, e nemmeno quel sentire “andrà tutto bene” che giustamente non ti interessa. Hai scritto perché lo sentivi, perché è comunque un mezzo che un po’ di spinta verso la risalita può dare. Sono poi convinto che se “andrà tutto bene” non lo ascolti dagli altri ma da te stesso, con convinzione, le cose possano davvero cambiare.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Benvenuto nel club…🙂 Non è chiaro completamente neanche a me, credo ci sia una componente meteo non banale ma il discorso sarebbe davvero lungo. Cogli bene, la scrittura è un bello strumento. Ed era un bel po’ che non scrivevo, il solo fatto che ci sia riuscito significa qualcosa, almeno per me. E poi, si va avanti. Ché indietro non si torna.

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  6. nanageisha

    Vedi noi non ci conosciamo, eppure ho già sentito la tua voce registrata. Non so, mi è arrivato qualcosa di non completamente spontaneo. So che non ho diritto a dire cose così forti, ma mi sento di consigliarti di lasciar perdere l’apparire e di concentrarti sull’essere.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Tu hai il sacrosanto diritto di dire tutto ciò che credi. Su questo blog non c’è la moderazione per una precisa scelta (credo profondamente nel libero arbitrio), e a parte qualche spammer occasionale (Silver Silvan tanto per non far nomi) non ho mai cancellato un commento.
      Detto questo, non capisco se la non spontaneità l’hai sentita nella mia voce registrata o in questo post. Se è la prima, non sono un attore e leggevo un testo non mio per fare un favore ad un amico… se è questo post, mi spiace. Non sempre ci si riesce a spiegare. Per quanto riguarda il consiglio, ti ringrazio. Credo che le persone che mi conoscono de visu la pensino in modo leggermente diverso da te, ma come ti ho detto io rispetto le opinioni di tutti, e ascolto tutti con grande attenzione.

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      1. nanageisha

        No non parlavo del post, se tu scrivi di uno stato di disagio così grande come posso non crederlo. Proprio per questo ho avuto il pensiero che ti ho voluto scrivere, nonostante rasentasse l’arroganza. A volte la ricerca della propria felicità passa attraverso un necessario snellimento. Spogliarsi di sovrastrutture, smettere di immaginare cosa può farci felice è semplicemente esserlo. So che sono confusa. Voglio dire che per esempio un tempo pensavo che la vera felicità nella vita l’avrei raggiunta solo recitando in teatro. Questo mi ha portato ad affrontare tanti ostacoli, versare fiumi di lacrime, sperimentare scariche di adrenalina cosmica. Ma dopo, quando ho mollato ed ho fatto altro, in altro modo sono arrivata a stare così bene come mai avrei immaginato. Voglio dire che il momento può essere anche ora. Anche se non hai raggiunto quel tuo obiettivo al lavoro, o non sei diventato un vero scrittore…. Sono tutte illusioni.

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        1. Wish aka Max Autore articolo

          Sai cosa? Che per cogliere certe sfumature è necessario sapere delle cose, o meglio conoscere le persone. Io non parlo di obiettivi lavorativi raggiunti o meno. Parlo del fatto che se ho raggiunto una situazione in cui mi sono comprato casa, questo non nasce dal caso, ma dal fatto che ci ho messo del mio. E quindi nell’ambito dell’indubbia fortuna derivante dall’esser nato qui e non in Sud Sudan, diciamo che non sono stato seduto sul mio culo ad aspettare la manna dal cielo. Per quanto attiene alla scrittura, io la considero una gemma preziosa, scoperta poco tempo fa, sepolta sotto un mare di guano che ho tolto con le mani nude. Come potrei rimpiangere di non essere diventato quello che non ho mai sognato di essere? C’è un post su questo blog dedicato a questa cosa che ho chiamato “sogno adulto”. Sono oramai anni che perseguo l’obiettivo della leggerezza. Leggerezza nel senso del dio Anubi, quello che pesava le anime degli antichi egiziani. Da qualche tempo mi interesso di filosofia orientale, con particolare riguardo all’attinenza della filosofia e mistica orientale con la fisica moderna. E a proposito di illusioni, la più grande illusione è che viviamo in un mondo a tre dimensioni. Maya, come dicono gli orientali, la grande illusione. Il continuum spazio-temporale curvato dalle masse, per dirla secondo la fisica. Il tempo non è fisso e immutabile come ci appare. Tutto è un’illusione. Se riesco a raccogliere le energie, nei prossimi giorni racconterò di un’esperienza vissuta insieme con mia figlia, a proposito di illusioni e realtà. Il punto, qui, è riuscire a guardarsi dentro. Riuscire a guardare il nero, affrontarlo. E a volte non ci si riesce. A volte le forze vengono meno. E si precipita giù. Io non credo tu sia arrogante, credo che tu non abbia tutti gli elementi. Un principio matematico che mi è caro dice che un’equazione differenziale non ha soluzione se non sono note le condizioni al contorno. Ecco, credo che ti manchi qualcuna delle condizioni al contorno.

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            1. Wish aka Max Autore articolo

              C’è un altro post che ho scritto tempo fa, che parla di interiorità complesse. Siamo (ritengo tu appartenga a questa categoria, quella delle interiorità complesse) tutti più o meno nella stessa barca, e ognuno ha il proprio percorso; guardando quello degli altri cerchiamo spesso dei punti di contatto, per lo meno io lo faccio. E lo faccio per sentirmi meno solo, per non sentirmi scemo. Perché la consapevolezza che qualcuno sta vivendo qualcosa di simile a quel che vivo io è in qualche modo, strano e complicato, consolatorio. Non so se per te è la stessa cosa.

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        1. Wish aka Max Autore articolo

          Non so, Roberto, io sono sempre positivo sino a prova del contrario. E come sempre, in questo blog tutti hanno il diritto di dire la propria.
          Per come mi sento ora, francamente mi interessa “il giusto”, che ci sia o non ci sia buona fede.
          Sono convinto che ad ascoltare si fa sempre bene.
          E se si vuole, si trovano spunti per riflettere ovunque.

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  7. chezliza

    Hei tu se sei in caduta libera sfrutta le correnti ascensionali….e se cadi e sbatti il grugno
    chi se ne fotte Rialzati e se proprio ti piglia male
    vaffanculo se famo du’ spaghi ok????
    tevojobbeneassaje e ggiàlosai!!!!
    Liza

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  8. rossodipersia

    Conosco bene quel buco nel quale anch’io spesso sprofondo, pur usando un altro termine nel definire la rivelazione spietata del mondo che mi gira intorno. Io la chiamo consapevolezza, questa reale percezione che nulla mi manca ma niente mi appartiene, in un crescente stupore che ne altera lo stato fino a farmi credere che “stavolta” sia una volta diversa.
    “Alla fine di questa giornata rimane ciò che è rimasto di ieri e ciò che rimarrà di domani: l’ansia insaziabile e molteplice dell’essere sempre la stessa persona e un’altra.” Scritto da Pessoa.
    P.S. Mi hai stupito, non ti sapevo anche questo.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Poco sopra ho parlato di Maya e della grande illusione. Sì, consapevolezza. Ma anche ricerca incessante, che diventa ansia insaziabile, appunto. Fame di scoperta, fame di ricerca. Fame di vita? Fame di risposte alle domande fondamentali? Chissà.
      Pessoa è sempre un grande, grazie per la citazione.🙂
      (a proposito del PS: anche “questo” cosa?)

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        1. Wish aka Max Autore articolo

          Una delle cose che hanno in comune la quantistica e il Tao è che non c’è bianco O nero, ma bianco E nero. Una particella quantistica può trovarsi in due posti contemporaneamente. Quel che hai visto c’è eccome. E c’è anche questo. In un mix piuttosto aggrovigliato e complicato da decodificare completamente.🙂

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  9. sguardiepercorsi

    Conosci Andrew Solomon? Ha scritto un bel libro sulla depressione “Il demone di mezzogiorno”, dove racconta la sua esperienza. Ne ha parlato anche in una Ted Talks.
    Un abbraccio… Scrivere e condividere fa bene a te e a chi ti legge.
    Chiara

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Ti ringrazio tanto del puntatore, è uno speech meraviglioso. E aggiorno il post con la poesia di Emily Dickinson recitata all’inizio, che è bellissima. Come tutto quel che ha scritto la Dickinson del resto. Grazie davvero.

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  10. vetrocolato

    Ma scusa, non è vero!
    Perché il dolore finisce, viene in qualche modo lenito, per brevissimi attimi può essere addirittura dimenticato; e le cose si aggiustano e finiscono per il meglio. Che vuol dire si, andrà tutto bene. La trivellazione nello sprofondo è una roba scura, brutta, dolorosa e triste, e molte volte lunga, ma si arriva al fondo, prima o poi. Lo dicono anche gli psicoterapeuti.
    ~Andrà tutto bene~ per come la vedo io non è una brutta frase. Bisogna crederci.
    ~guarda chi sta peggio~ è una brutta frase. Quella non bisogna dirla.
    Questo è ciò che penso. Forse è banale, un po infantile, ma non importa. È solo il mio pensiero.
    Daje, Max

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      E’ il tuo pensiero e io lo rispetto. Il tema qui è che quando sei nel buco non hai affatto la certezza che finirà bene. Anzi. Non vedi proprio via d’uscita. Non a caso ho citato redpoz, perché lui parlava di quelli che gli dicevano così prima dell’esame da avvocato. Che è una roba di una complicazione enorme, per la quale non è proprio possibile dire come andrà. Sapendo di cosa si tratta. Ma è bello avere fiducia.
      E dopo anni di ricerca, diciamo un decennio per fare cifra tonda, non sono neanche sicuro che esista il fondo del trivellamento. Anzi, sto iniziando a credere che non si finisca mai. Mai mai. Ma di nuovo, è bello avere fiducia, e apprezzo la tua e il tuo pensiero.
      Je do, come dicevo a adp l’erba cattiva nun more mai…😉

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  11. Ma Bohème

    Capita quando si pensa molto.
    Vedi Max, noi ci conosciamo poco, ho commentato occasionalmente qua è là i tuoi post che mi hanno regalato di te l’immagine di una persona riflessiva e analitica. E mi piace.
    Ma arrivano momenti in cui bisogna concentrarsi su di sé, indipendentemente dalla visione che gli altri hanno di noi, non per egoismo ma per necessità. Le parole esterne non servono, serve presenza e la percezione che quella presenza sia autentica ancorché virtuale.
    Ti scrivo solo questo. Io ci sono. Poi, valuta tu.
    Un abbraccio
    Primula

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  12. labloggastorie

    C’è un’altra frase Max che si fa eco quando è gettata dentro a quel buco:”hai tutto, di cosa ti lamenti” che poi in fondo è un modo per dire che altri non hanno la tua stessa fortuna. Ma cosa è il tutto se non l’insieme del poco? Difficile che altri possano capire che non sei dentro al buco ma sei il buco. E non è la voragine che ti ingoia ma la tua stessa bocca.
    E c’è un’altra frase, terribile, che chi sta male non vorrebbe ascoltare :”se non lo vuoi fare per te, fallo per i tuoi figli”. E non è che sia “sbagliata” perché chi vuole aiutare magari pensa sia solo un modo per spronare una reazione ma non è quella giusta in quel momento…chi sta male crede di non dare niente a se stesso e di non poterlo dare a chi gli sta vicino.
    Mi fermo qui. E ti abbraccio.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Cara mia, sai cosa dice il Tao Te Ching? Chi sa non parla, chi parla non sa. Tu sai, io so. E non è quel che dici, ma è quello che non dici, che io vedo. Così come tu vedi quel che non dico. Io so. Tu sai. E il tuo abbraccio me lo tengo stretto.

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  13. flampur

    Ancora Baricco dal suo ultimo Smith & Wesson: “..tutti saltano nello stesso modo via dalla loro vita, oltre se stessi, rischiando tutto per sentirsi ancora vivi. Tutti lo fanno chiusi nelle loro paure, chiusi dentro la botte mefitica delle loro paure. Un posto piccolissimo, molto nero, dove sei solo, e fai fatica a respirare. Non c’è nulla che si possa fare per cambiare le cose e già si è fortunati se qualcuno ha avuto per noi l’attenzione di mettere una piccola musica, là dentro”. E ogni commento, ogni abbraccio, ogni pensiero, sono piccole musiche nel tuo buco Max, tienile strette. 😉

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  14. harahel13

    Non amo molto la poesia ma ce n’è una (di William Ernest Henley) che mi piace leggere quando sono bloccata in un pozzo pure io. Tutta tua!🙂

    Dal profondo della notte che mi avvolge,
    Buia come un pozzo che va da un polo all’altro,
    Ringrazio qualunque dio esista
    Per l’indomabile anima mia.

    Nella feroce stretta delle circostanze
    Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
    Sotto i colpi d’ascia della sorte
    Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

    Oltre questo luogo d’ira e di lacrime
    Si profila il solo Orrore delle ombre,
    E ancora la minaccia degli anni
    Mi trova e mi troverà senza paura.

    Non importa quanto stretto sia il passaggio,
    Quanto piena di castighi la vita,
    Io sono il padrone del mio destino:
    Io sono il capitano della mia anima.

    E io sono certa che tu abbia davvero un’anima indomabile (nel senso buono del termine)

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  15. liberadidire79

    occhio che ti calo giù una poltrona….tavolino….lampada….libri….un caldo plaid…cioccolata…..qualche fotografia che ti faccia sorridere….

    e lascio pure la scala….che se hai bisogno scendo eh?

    ti abbraccio forte, consigli non ne ho molti, ti posso solo abbracciare empaticamente.

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  16. Roberto Emanuelli

    Quello che dovrei dirti su questo argomento te l’ho già detto mille volte di persona, e poi c’è ben poco da dire, un amico può solo versarti da bere un po’ di rosso e ricordarti che sei una persona a posto. Che se ti serve una mano sai a chi puoi chiedere. Giorno e notte…

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Lo so. Lo so bene. Sai qual è una cosa che di te apprezzo tanto? Che comprendi quando è il caso di chiedere e quando no. Che comprendi quando è il caso di ascoltare e quando è il caso di discutere e controbattere. E questo è priceless.

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  17. lamelasbacata

    Hai messo a nudo la tua anima e l’hai offerta in pasto a noi. E’ un grande regalo, mi sento onorata di aver potuto entrare in una dimensione così personale.
    Come si può dare un consiglio, anche se fatto con le migliori intenzioni, su un sentimento così privato e doloroso? E’ difficile, molto difficile. Posso solo dirti di non stare a piedi uniti in fondo al tuo pozzo, apri braccia e gambe così come hai aperto il tuo cuore, fai la “stella marina”, galleggia sulle cose e attendi. Sono certa che troverai la spinta per risalire, anche solo di qualche metro.

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  18. laura

    So che la voragine fa parte di noi, che, anche quando si sta su su che più su non si può stare, rimane lì e ci guarda e ci aspetta e sa che prima o poi torneremo da lei… ma quello che dobbiamo sapere e ricordare è che la voragine per essere tale ha bisogno della superficie, delle altezze che invece raggiungiamo quando riusciamo ad addormentarla… anche con l’aiuto degli abbracci altrui.
    Ti abbraccio, Max, grazie per aver scritto, significa tanto e immagino sia costato ancora di più🙂

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  19. flampur

    Mi spetta una cacio e pepe con te e Roberto Emanuelli. Scegliete l’ora, il posto, il menu, la chiacchiera, il vino, la compagnia e quel che vi pare ma co-mu-ni-ca-te-lo 😉

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  20. carla mattei

    trovo che questo compiacerti, questo modo di raccontarti sia , non solo espressione del tuo narcisismo, ma sopratutto rappresentativo di una persona che da quel buco lancia, non una corda per poterne uscire, ma una rete , fatta di silenzi, disinteresse e isolamento, una rete capace di trascinare verso il basso tutti quelli che sono sul bordo . mi dispiace ma non posso accettare questo tuo modo di essere delicato, poetico , sensibile ……io so …io con te ci vivo.

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  21. mariannapuntog

    … :-O VaBBé dai, domani spunterà sempre il sole…? te garba? no anche questa è una ca*** perché domani diluvia!
    Cmq ti volevo dì :
    Ho le prove esatte che Dio non esiste. Mi è bastato andare in Egitto per un bel po’. Lì il Corano si sa lo mettono col megafono a qualsiasi ora del giorno e della notte. Mi è bastato accendere la TV e mettere il TG. È bastato vedere le immagini senza censura della guerra in Siria. Beh lì ho capito che Dio proprio non c’è. Perché se dio è un Dio avrebbe del Potere giusto? Allora non c’è. Perché se proprio esiste qualcuno non è un Dio, è uno Stronzo.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Io credo sia un po’ più complicato di così. Ma sicuramente la semplificazione delle religioni classiche monoteiste non è sufficiente per me. Einstein diceva che la sua religione era quel piccolo delta tra quello che sappiamo e quello che non sappiamo del funzionamento dell’Universo. Ecco, questo potrebbe essere un buon punto di partenza. Domande del tipo (supponendo di accettare la teoria del Big Bang): Cosa c’era prima del Big Bang? Perché c’è stato un Big Bang? Cosa succederà di questo Universo, imploderà in un gigantesco buco nero per poi esplodere nuovamente? Oppure continuerà a dilatarsi? Facciamo parte di questo Universo, qual è il nostro ruolo? Siamo fatti di acqua e carbonio, quando il ciclo vitale finisce torniamo evidentemente acqua e carbonio, ma poi? Che succede?
      Ecco, cercare risposte a queste domande potrebbe essere una buona “religione” per me.
      Bada, non è polemica la mia, voglio essere superchiaro. Io non ho certezze, ho tanti dubbi. E quello sulla divinità, sul sovrannaturale, è un dubbio che mi porto dietro da tanto. E cerco, e cerco, e cerco. In tutti i modi possibili e immaginabili. Principalmente attraverso la fisica e l’esoterismo (non nel senso attuale del termine ma nel senso dello studio della simbologia, di scienze antiche come l’alchimia, eccetera). Grazie per essere passata…🙂

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  22. lilasmile

    In questi ultimi commenti mi perdo un po’ ma diciamo che quando si attraversano periodi così non ci si può affidare al primo che passa (ma neanche al secondo🙂 ).
    Spè che ti scrivo..Un sorriso. Lila

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