Trovato

Sono stato un privilegiato, ho avuto tre foto tra cui scegliere. Una più bella dell’altra, e in qualche modo legate tra loro. Grazie a 321Clic per l’opportunità, le sue foto non sono MAI banali, e fanno sempre pensare.

3... 2... 1... Clic!

Quarto capitolo della serie “Collaborazioni”, che a questo punto mi sembra abbastanza collaudata.Il racconto è di Wish aka Max.
Sulla riva

“Private Investigations” – Dire Straits

Lo avevo trovato, finalmente. Gli avevo dato la caccia dappertutto, in Italia e in Europa, senza mai riuscire ad acchiapparlo. Ma questa sembrava proprio la volta buona.
Era un incarico strano, questo, e mi ci ero accanito anche per questo. Di solito non accetto di lavorare coi privati. Preferisco un mandato proveniente da professionisti del settore, criminalità organizzata, ma anche delinquenti di basso profilo. I privati sono sempre un casino, ci mettono dentro le emozioni, quasi sempre sono mariti cornuti che vogliono far fuori non la moglie, ma l’amante. Insomma sono un professionista, non mi metto coi dilettanti. Faccio lavori puliti, nessun coinvolgimento emotivo, nessuna traccia, nessun riferimento ai miei clienti. Certo, sui giornali di solito il giorno dopo si parla di “regolamenti di conti”, di…

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6 pensieri su “Trovato

  1. ivano f

    Signore e Signori, Max è tornato, più in forma che mai!
    (Questo può essere considerato un “delitto esemplare” -si chiamava così la rubrica che avevi iniziato?- o no? Secondo me sì)
    Bellissimo! Tu lo conosci bene, il protagonista, allora ti chiedo: adesso che per la prima volta si è fatto coinvolgere emotivamente, riuscirà a non farlo più?

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Vado con ordine.
      Innanzitutto, grazie tantissimo per l’apprezzamento!
      Per la rubrica, direi di no, nel senso che i “Delitti Esemplari” cui mi riferisco sono quelli del libro dall’omonimo titolo di Max Aub, dove una delle chiavi è effettivamente simile a quella del racconto, nel senso che il lettore è decisamente più empatico con l’assassino che non con la vittima, ma manca l’altra chiave, che è la brevità, sino al mitico “Lo uccisi perché era di Vinaroz”. Diciamo che la media si attesta sulle poche righe, mezza pagina ad esagerare. Ma voglio postare qualcosa sui delitti esemplari, lo farò prossimamente.
      Per quanto riguarda il protagonista, la tua è una domanda estremamente interessante. Direi che non ha la minima intenzione di trasformarsi in un novello giustiziere della notte di Bronsoniana memoria, quindi intende sicuramente ritornare ad essere un professionista, con un profilo “business” e non “consumer”. E non credo che agirebbe mai autonomamente, tipo leggendo una notizia sul giornale. Ma forse, se si trovasse nuovamente in una situazione in cui è contattato da un privato, chissà… La corda di pianoforte è stata accuratamente pulita, ed è sempre lì.

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      1. ivano f

        Ah, non mi ero reso conto che ci volesse anche la brevità. Bella cosa, la brevità, come vorrei scrivere solo racconti brevi, ma è difficile!🙂 Allora aspetto il prossimo delitto esemplare, ho temuto che avessi ucciso la rubrica…😉
        Sai, una volta fatta la prima eccezione, diventa più facile trasgredire in altri casi… Forse diventerà più empatico coi privati, ma farsi coinvolgere come influenzerà la sua professionalità? Ci restano solo le domande, le risposte chissà dove stanno😉
        Saluti e ogni bene

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