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Orologio biologico e maternità II – Le risposte

Chiarimenti e precisazioni, qualche risposta ai commenti sul post precedente.

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Ho ricevuto 16 commenti ieri, sul post “Orologio biologico e maternità”. Pochi hanno capito cosa volessi dire, e quindi penso di essermi spiegato male. Ho pensato che, in considerazione del fatto che ci sono molte cose che accomunano vari commenti, sarebbe stato più efficace rispondere a tutti tramite un altro post.

Citerò alcune frasi cui voglio dare delle risposte puntuali, ma prima vorrei fare qualche considerazione di carattere generale.
Mi sembra che parlare di genitorialità, quando a farlo è un maschio, susciti un gran casino. Io non ho partorito. Ma ho fattivamente contribuito prima della gravidanza, e in tutta la prima infanzia, alla crescita delle mie figlie. Le scelte fatte sono state sempre condivise, non ci sono mai state scelte individuali fatte contro la volontà dell’altro. E no, non siamo la famiglia del Mulino Bianco. Anzi. Io credo fermamente che l’arrivo di un figlio sia un terremoto per la coppia…

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Orologio biologico e maternità

Venghino venghino, siore e siori, sui discutibili il gioco è “Sparate a Wish a pallettoni!!!” 😆

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Leggendo uno dei blog che seguo mi sono imbattuto in una tesi interessante, Che vorrei riportare e commentare. Si parte dal fatto che tante, tantissime donne reclamano il diritto alla maternità basandolo sul mero orologio biologico che ticchetta, e che prima o poi nega questa possibilità. E su questo, si diceva che sarebbe il caso di prendere in esame il punto di vista del nascituro, perché la maternità è un impegno per la vita, ed è un onere particolarmente gravoso, visto che in nome di essa si arriva in molti casi all’annullamento di se stessi. Non la voglio fare troppo palloccolosa, ma è sicuramente vero che una madre coscienziosa è una madre che antepone al proprio ego il bene dei figli. E diciamo pure che questo è vero anche al maschile, se parliamo di coscienza. La figura del genitore, madre o padre poco conta, che si toglie il pane di…

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E.A.P. – Wish

Il tema della settimana è l’Editoria a Pagamento. Accorrete numerosi su “i discutibili”

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Prima di arrivare all’editoria a pagamento, vorrei partire da una peculiarità tutta italiana, tra i ziliardi che ci affliggono. La peculiarità consiste nelle forme assunte dal mercato dell’editoria nella sua interezza, afflitto da un male pressoché incurabile. Non esistono lettori. O meglio, diciamola com’è veramente. In Italia esistono più scrittori che lettori, come dice scherzando (ma neanche troppo) Benigni.

Il mercato dell’editoria per la maggior parte fa riferimento a nomi di grido. Dove i nomi di grido, ahimé, non sempre sono costituiti da scrittori “veri”. Ho preso in esame la classifica dei più venduti del 2012. Volendo ci sono 100 libri, ma per quel che voglio dire io è sufficiente considerare i primi 25

  1. Cinquanta sfumature di grigio di E. L. James – Mondadori
  2. Fai bei sogni di Massimo Gramellini – Longanesi
  3. Cinquanta sfumature di nero di E. L. James – Mondadori
  4. Cinquanta sfumature di rosso di E. L. James…

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Wish legge Guzzanti [perché so’ tutti boni a fa’ i seri]

C’è la mia voce, eh! Si sono messi a leggere poesie serie… potevo resistere? Er Libbro de Kipli!!!

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Se raccolgo il guanto di sfida lo raccolgo sul serio. E quindi vi beccate ben DUE poèsie. Poèsie, non poesìe. Tratte da un’opera fondamentale della letteratura moderna: Il Libro de Kipli.

DARE E AVERE
So di non aver dato molto nella mia vita…
So di non aver dato molto ai miei amici,
ai miei fiii,
a mi mooo,
r’cane…
So di non aver dato molto nella mia vita…
So di non aver dato molto a chi invece mi ha dato molto,
a chi mi ha amato e sorretto e aiutato.
So di non aver dato molto nella vita.
Ma quel poco…
lo rivorrei indietro.

UNA GRANDE AMICIZIA

Tra noi, amore mio, c’è una grande amicizia.
Quell’amicizia che non ha bisogno di prove,
che non ha bisogno di verifiche,
quell’amicizia che da sola acquista il valore di
mille pegni d’amore,
mille mazzi di fiori,
mille melense parole,
che illumina di sincerità…

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Softcore – Wish

Il tema della settimana su “i discutibili”

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Non mi appassiona particolarmente questo tema, ma voglio provare lo stesso a cimentarmi.

Nel 2009, Cindy Gallop tenne un discorso memorabile a TED, “Make love not porn“. Il punto chiave del discorso era che oggi i video porno rappresentano praticamente l’unica forma di educazione sessuale dei giovani virgulti. E che quindi si rischia di andare incontro a delle brutte sorprese, scoprendo che le cose non stanno esattamente come rappresentato nei video. Esiste anche un sito piuttosto divertente, makelovenotporn.com, dove è possibile trovare i falsi miti ricorrenti e le differenze con la realtà.

Cito il porno in generale, perché guardando wikipedia, alla voce softcore si legge “Con il termine softcore (sottinteso pornography, alla lettera: “pornografia morbida”) si intende quel tipo di rappresentazione cinematografica, teatrale, fotografica, fumettistica o pittorica, ad alta componente erotica dove, a differenza di quel che accade nella pornografia hardcore, l’atto sessuale non viene mostrato, oppure viene…

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Protetto: Andiamo a Gaeta

Raccontino… per chi vuole

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Il cartellino sulla giacca recitava “Mario”. Il padrone del ristorante pensava che fosse un segno distintivo, dichiarare il nome dei camerieri. Mario portò la comanda al tavolo 4. Due spaghetti alle vongole, due spaghetti allo scoglio. Non ricordava chi avesse ordinato cosa, così, come sempre faceva in queste situazioni, si dipinse un sorriso in volto e disse, con voce simpatica “Le vongole? Per chi?”
Il silenzio si tagliava col coltello, nessuno rispose, nessuno lo guardò, nessuno fece un cenno. Mario contò fino a 5, con i quattro piatti in mano, poi azzardò un molto meno sicuro, e molto più timido “E gli spaghetti allo scoglio?”
Di nuovo un silenzio assordante. Mario contò nuovamente fino a 5 e poi si disse che l’unico modo per uscirne era posare quei dannati piatti sul tavolo, e filare via prima possibile. E così fece.
Anna pensò che voleva tornare a casa, che cazzo ci…

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Il processo – Wish

Secondo post sui discutibili…

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In attesa di aprire una rubrica mia dove sproloquiare, per la quale si sta ancora dibattendo sul titolo, provo a cimentarmi in modo peculiare sul tema della settimana, giocando sul fatto che si tratta di attualità.

Si sente spesso parlare della pochezza della stampa italiana, del fatto che abbiamo a disposizione biechi scribacchini al servizio di tizio o di caio, e ci domandiamo, per lo meno io mi domando spesso, se ci possa essere un correttivo a questo stato di cose.

Ebbene, per la serie le cose belle succedono sempre al di fuori di questo paese, si è svolto pochi giorni fa un botta-e-risposta tra una cantante americana e il Daily Mail, il noto tabloid inglese. I fatti, brevemente, sono che Amanda Palmer (anche nota come Amanda “Fucking” Palmer) si è esibita a Glastonbury, un festival inglese musicale e di spettacolo. Il Daily Mail ha pensato bene di processare sommariamente…

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Il sopravvissuto – Wish

Questo è il primo contributo per i discutibili… Venite a trovarci!!!

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50 anni. Sarebbero stati 50 anni di matrimonio, pensava Tullio. Se lei ci fosse stata. Se non se ne fosse andata il 10 giugno. Era settembre, una di quelle giornate che a Tullio piacevano tanto. Tullio era affacciato alla finestra della cucina, al secondo piano, e guardava il mare, a poco più di cento metri di distanza.

Il libeccio, che aveva schiaffeggiato la costa per tutto il giorno precedente, aveva lasciato spazio al maestrale, che accarezzava le onde del mare, che da alte e nervose erano diventate lunghe e tranquille. Le creste bianche erano sollevate dal vento, disegnando dei baffi nell’aria che riportavano Tullio indietro nel tempo, un tempo lontano, il tempo in cui Tullio e Marta erano giovani, e vivevano lì, e le bambine erano nate da poco. E Tullio si alzava la mattina, preparava il caffè, ne portava una tazza a Marta per svegliarla, e poi tornava in…

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www.discutibili.com

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Sta partendo un nuovo progetto, si chiama “I discutibili”. Ci scrive gente forte, che a me è sempre piaciuta. E ho scoperto in questa occasione che oltre che forti sono anche parecchio picchiatelli.

Perché mi hanno chiamato.

Non ho idea del perché, francamente. Ma sarei sciocco e ipocrita se dicessi che non sono contento.

Chiedo quindi ai miei venticinque lettori di venire, commentare, laicare, è davvero una bella cosa.

Ogni volta che pubblicherò qualcosa sui discutibili la ribloggherò anche qui. Venite venite venite! 🙂