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Tu che hai votato ad cazzum

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Prendo le mosse da un post che mi è particolarmente piaciuto, di intesomale, che trovate qui. Elinepal e masticone lo hanno ribloggato. Io non voglio farlo, o meglio. Voglio copiaincollare la parte significativa, per me, e aggiungere delle cose. Il buon intesomale se la prende con chi ha votato Grillo. E ha tutte le ragioni, perché dice, e io sono completamente d’accordo con lui:

Tu sei la merda.

Sei un imbecille, sei quello che è convinto che la tua prozia che sapeva quante volte lavare la tovaglia per farla durare a lungo potrebbe guidare l’economia mondiale meglio di quelli che chiami: i professori. Sei quella solenne testa di cazzo che pensa che il cancro si curi con rimedi naturali, ma nessuno lo dice. Pensi che chiunque abbia una competenza in realtà sia un truffatore. Pensi che si possa “uscire dall’euro” senza rinunciare alla globalizzazione, perché pensi anche che Skype™ sia la rivoluzione internazionale portata dagli angeli del progresso, e non una compagnia come le altre (guarda il ™, genio, lo sai cosa vuol dire?). Pensi che i pannelli elettrici di un rifugio alpino a 3000 metri di quota dimostrino che la natura ci dà quel che ci serve: sveglia, siamo sette miliardi di stronzi e ognuno vuole il suo fohn. Pensi che i posti di lavoro non ci siano perché qualcuno li nasconde, che ogni soluzione sia a portata di mano ma celata dai folletti cattivi, hai ancora il cervello pronto a inventarsi untori e a riempire le piazze per vedere il santone di turno urlare il nome del nuovo unguento che guarisce i moribondi. Sei quel deficit mentale indegno di calpestare le strade del XXI secolo che, dopo aver ricevuto una laurea in scienza delle GIF animate e aver maturato l’aspirazione di diventare un manager creativo, pensa che lo spread non esista, sei quell’essere decerebrato nato per partenogenesi dagli avanzi di un peeling di Berlusconi che nemmeno si accorge della banale ripetitività della triste vicenda: i vostri slogan sempre uguali li regalate di volta in volta al parruccone di turno, e quello promette sempre qualche milione di posti di lavoro, e lancia palline di zucchero e merda omeopatica nei becchi allineati di un esercito di sudici piccioni senza anima e senza idee.

Io però non mi accontento, perché insieme a queste “solenni teste di cazzo” ci sono anche quelli che hanno votato Berlusconi. E a questi signori voglio dire che non è pensabile che dal 1994 ad oggi non si sia imparato nulla, non si sia visto nulla, non si sia capito nulla. Nel 1994 io l’ho votato. Ebbene sì, sono probabilmente uno dei pochi che lo ammette, ma vent’anni fa mi sembrava quasi possibile la realizzazione di un sogno, un imprenditore che aveva fondato dal niente, e gestito molto accuratamente, un vero e proprio impero, poteva essere sulla carta davvero una risorsa per il paese. Nel giro di un paio d’anni ho capito. Ma non perché io sia particolarmente intelligente, ma perché la dimensione delle porcate compiute era talmente epocale che non poteva, semplicemente, passrare inosservata. E quindi è iniziato il lento processo di disaffezione verso la politica, che tutti ben conoscono. E però. Porca puttana, non posso fare a meno di usare il turpiloquio. Non è possibile, dico NON E’ POSSIBILE che dopo 20 anni, dopo che sono stati promessi un milione di posti di lavoro, la riduzione delle tasse, più gnocca per tutti, e chi più ne ha più ne metta, dopo 20 anni di “sono stato frainteso”, di cucù alla Merkel, di “sono al telefono con Erdogan”, di “Mister Obaaaaaaamaaaaaa”, di “culona inchiavabile”, di “era la nipote di Mubarak”, di piselli al sole in Sardegna, di rivelazioni Daddariesche, di lettere della povera Lario dove chiedeva aiuto per Lui (Lui, che ha un flglio che si chiama PierLui, come felicemente hanno inventato a “Un giorno da pecora”), dopo vent’anni di prese per il culo feroci, all’insegna del “è bianco” salvo il giorno dopo dire “mi hanno frainteso è nero”, e via così, non è possibile che dopo vent’anni di questa tarantella, ancora il 30% degli italiani abbia il coraggio di votare per Berlusca. Ecco. Siete patetici. Peggio delle merde che hanno votato Grillo.

E il dato allarmante, veramente allarmante, è quello sul quale nessuno si sofferma. Il dato sull’affluenza. I non votanti sono 1 su 4. In aumento. E Grillo col cazzo che ha intercettato il non voto. Il non voto è rimasto tale. E anzi. E’ peggiorato. E se andiamo avanti in questo modo, finirà che il discorso sull’aula “sorda e grigia” lo terrà un comico genovese. E allora sì che saranno cazzi. Per tutti. Ma forse i treni arriveranno in orario.