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Correre è un antistress. Ma anche no.

corsa

Lo avevo detto qui, che avrei riprovato a correre. E stavolta mi ci sono messo di buzzo buono. Mi sono attrezzato, ho comprato delle scarpe fichissime (ho sempre sognato di rispondere con nonchalance alla domanda “Ma che scarpe hai?”, e buttare lì “delle Mitzuno…”) e ho iniziato. Solo che, come sempre accade quando si è superficiali, le cose viste da fuori sono una cosa, e viste da dentro sono tutta un’altra. In particolare io ho affrontato la corsa così come avevo affrontato il cammino. In buona sostanza il metodo “dove arrivo arrivo”. Cercando di arrivare ogni giorno un pochino più lontano. E così, un mesetto e mezzo fa, ho iniziato a correre anziché camminare. E mi sono attestato subito su distanze “decenti”. 7-8 km al giorno. Rigorosamente tutti i giorni. Finché mi sono talmente affaticato che mi sono dovuto fermare per un’intera settimana. Che ho usato per ravanare il web alla ricerca di programmi di allenamento. Al termine della ricerca ho imparato che:

  1. E’ indispensabile alternare corsa a camminata, almeno finché non si arriva a delle distanze ragguardevoli
  2. E’ indispensabile fare almeno un giorno di pausa a settimana
  3. E’ indispensabile fare stretching anche prima di uscire, e non soltanto al rientro
  4. E’ meglio fare un po’ di esercizi abbinandoli alla corsa

Nel frattempo la mia collega informatica-per-caso-attrice-e-psicologa-per-vocazione, della quale avevo parlato un po’ di tempo fa, mi aveva detto che aveva iniziato quest’estate a correre, e che stava solo controllando i minuti, senza verificare l’andatura. Io, che sin da quando camminavo avevo Nike+, con tanto di sincronizzazione sul sito, l’ho blastata (come dicono le mie figlie, quanto mi piace usare il gergo cccccciòvane) (che vuol dire che l’ho cazziata e le ho rotto gli zebedei) perché lei doveva assolutamente attrezzarsi comperando l’aggeggino aggiuntivo richiesto dall’iPod per gestire Nike+ e rilevare i tempi. E lei mi ripeteva che in realtà andava piano, e che anzi avrebbe dovuto smettere di fumare, perché le pareva di andare veramente troppo piano.

In tutto questo io (prima dello stop forzoso) ero molto orgoglioso del mio 6’/km medio, perché ero partito da 6’30” e recuperare mezzo minuto in un mesetto mi dava grande carica. E insomma ero molto soddisfatto. Ma allora cosa c’entra tutto il pistolotto sulla collega informatica-per-caso-attrice-e-psicologa-per-vocazione? C’entra, centra. Perché domenica scorsa ricevo questo messaggio sull’aifon

Confesso che il mio primo pensiero è stato TT. TT sta per Tacci Tua, sempre riportato nella piccola bibbia dei detti da bassifondi della Capitale, quella edita da Adelphimicacazzi. Ma come? Dici che corri piano, che devi smettere di fumare, e ti presenti con un 5’31 a km? TT ci sta tutto no?

Ed è lì che si vede la forza del Tao. Perché ho fatto un respiro profondo, poi un altro, e poi ho risposto: “Ma sei bravissima! Sei già sotto i 6 min/km!! Complimentoni!!!” con tre faccine sorridenti.

Ancora rosico.