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Lettere aperte e cazziatoni

man-yellingUn consigliere comunale di Venezia, il Cittadino Gianluigi Placella, scrive il 27 marzo una lettera aperta al Capo. La sostanza della lettera è quello che parecchie persone stanno pensando in questi giorni: “Tira fuori un tot di punti e governa, ché il momento è critico e ne abbiamo bisogno”.

Stendo un velo pietoso sul fatto che è stato cazziato il povero redattore che ha pubblicato la lettera senza “sottoporla a vaglio preventivo”, e che a fronte del fatto che questa cazziata è stata tacciata di leninismo, la risposta è stata “all’interno del M5S c’e’ confronto dialettico.. e se un amico pur in buonafede sbaglia si ha il dovere di farglielo presente” (ma se c’è confronto dialettico, come fai a sapere ex ante che l’amico sbaglia? Ma probabilmente sono io che non sono sufficientemente addentro ai meccanismi). Tutto scritto nei commenti alla lettera, ovviamente.

Ma quello che mi ha colpito è il commento che riporto per intero qui di seguito, per poi spenderci giusto un paio di parole sopra.

Forse il consigliere non ha capito bene lo scopo del movimento anche se mi sembra sia una dei fondatori del Meet-Up di Venezia.Il movimento non è anti Berlusconi, il movimento è anti partiti. Non c’è un partito che è migliore dell’altro. Chi ha votato nell’ottica del cambiamento deve sapere questo o altrimenti ha sbagliato e avrebbe dovuto votare quanto meno Pd. Chi ha votato non conoscendo il movimento solo per protestare ha sbagliato e può tornarsene all’ovile di provenienza.Il consigliere non dovrebbe fare calcoli da vecchia politica sulle elezioni a venire in quanto dopo 2 mandati sarà fuori dai “giochi”. Dovrebbe spingere sui cittadini per spiegare il senso del movimento che dovrebbe portare i cittadini all’interno delle istituzioni per riappropriarsene. Lo scopo del movimento è riportare i cittadini nelle istituzioni e non rappresentarli. Una volta raggiunto l’obbiettivo il movimento cesserà di esistere. Basta con i calcoli da vecchia politica. Se il cittadino non comprendesse e si rivolgesse sempre agli stessi che lo hanno rovinato, il problema sarebbe il suo. Il cambiamento passa attraverso sofferenze e conflitti. La coerenza è l’unica arma.

Lo scopo del movimento è riportare i cittadini nelle istituzioni e non rappresentarli. Mi piacerebbe capire esattamente cosa possa significare questo concetto. Specialmente accoppiato alla frase immediatamente successiva che preconizza lo scioglimento del movimento una volta raggiunto l’obiettivo. Sono queste le cose che mi preoccupano.

Oltretutto, mi sembra di essere tornato indietro ai tempi del ’77, quando lo slogan delle BR era “portare l’attacco al cuore dello Stato”. Ecco, mi pare che forse siamo arrivati al punto. C’è però una differenza, nel senso che l’obiettivo delle BR era la dittatura del proletariato, mentre qui non si capisce bene dove si voglia andare a parare. E comunque, se fossi al posto di Curcio o Franceschini mi sentirei una cacca. E’ proprio vero che ne uccide più la penna che la spada.