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Chi sono io?

Chi sono io?” chiese un giovane ad un Maestro di spiritualità.
“Sei quello che pensi” rispose il saggio. “Te lo spiego con una piccola storia”.
Un giorno, dalle mura di una città, verso il tramonto si videro sulla linea dell’orizzonte due persone che si abbracciavano.
“Sono un papà e una mamma”, pensò una bambina innocente.
“Sono due amici che s’incontrano dopo molti anni”, pensò un uomo solo.
“Sono due mercanti che hanno concluso un buon affare”, pensò un uomo avido di denaro.
“È un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra”, pensò una donna dall’anima tenera.
“È una figlia che abbraccia il padre di ritorno da un viaggio”, pensò un uomo addolorato della morte di una figlia.
“Sono due innamorati”, pensò una ragazza che sognava l’amore.
“Sono due uomini che lottano all’ultimo sangue”, pensò un assassino.
“Chissà perché si abbracciano”, pensò un uomo dal cuore arido.
“Che bello vedere due persone che si abbracciano”, pensò un uomo di Dio.
“Ogni pensiero, concluse il Maestro, rivela a te stesso quello che sei”.

Per la serie niente è per caso, mi sono imbattuto in questa storia proprio nel giorno in cui qualcuno mi ha detto che il motivo per cui ho un blog è vendere mercanzia. Libri, nello specifico. Lì per lì mi ero fatto una risata, poi quell’affermazione mi è tornata in mente quando ho letto questo pezzo.

E con questo spunto, ho iniziato a riflettere su me stesso, su quello che penso. La cosa difficile, come sempre, è non fermarsi alla superficie. Sono i pensieri profondi, che vanno analizzati. Quelli che magari non riusciamo neanche a visualizzare con chiarezza, concetti e sensazioni che sono stimolati dalla vibrazione di corde profonde.

E’ come quando vibra una corda grossa. La frequenza è talmente bassa, e lo spessore della corda è talmente grosso, che non si sente alcun suono, ma si avverte la vibrazione dentro il petto. Ecco, se si riesce ad avvertire, il pensiero profondo, va preso e guardato bene, anche e soprattutto se ci rivela cose che non ci piacciono del nostro modo di essere. E’ il primo passo per generare un cambiamento. E d’altra parte, come dico sempre, un viaggio di mille li comincia con un singolo passo.

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