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Come si può

Le ferie sono agli sgoccioli, e sui discutibili abbiamo una piccola pausa. Mi ero dato domani per ricominciare a scrivere qualcosa da pubblicare sul blog, ma un post di marta mi costringe a prendere in mano una tastiera.

Il problema è vecchio, antico, trito e ritrito. Ma ogni volta che esce fuori mi viene un fremito di rabbia alla base del cranio, con la voglia di prendere qualcuno di questi galantuomini e portarmelo in un luogo appartato dove fare due chiacchiere in santa pace. Il problema è il turismo sessuale con obiettivo minorenni. C’è un ente, si chiama ECPAT, che cerca di fare qualcosa. Tempo fa è stata pubblicata una ricerca effettuata con l’Università di Parma dalla quale si evince che questa feccia ha tra i 20 e i 40 anni. Parlo solo dell’Italia, ché a me basterebbe che si facesse qualcosa qui, tanto per cambiare. In questo articolo invece si dice che la feccia è costituita da circa 80.000 persone ogni anno. Sempre Italia.

Ora io, come è noto, quando è stato distribuito il dono della sintesi ero per funghi, ma per una volta vorrei esprimere un concetto che sintetizza quel che penso in materia di sesso, usando pochissime parole.

Tutto permesso, tra adulti consenzienti.

Non mi ritengo un bacchettone, e non mi scandalizza pensare che possano esistere delle perversioni più o meno grandi, più o meno comprensibili. Ma qualunque cosa è lecita purché si concordi. Altrimenti no. E la parola chiave è “adulti”. Perché chi usa minorenni, e il verbo non è casuale, è feccia. Con i minorenni non si fa sesso. Con i minorenni si commettono abusi. Non faccio differenza tra bambini e adolescenti. Sono sempre e comunque abusi. Sempre basati sul differenziale economico tra chi può pagare e chi non può mangiare. E questo aggiunge schifo allo schifo.

Mi piacerebbe averne qualcuno per le mani, qualcuno di quegli 80.000. Un po’ di feccia. Per trattarla come va trattata. Mi importa poco se sei malato. Sei adulto, sei raziocinante al punto di comprare un biglietto aereo e muoverti. Sei in grado di scegliere. Tanto mi basta.

Volevo mettere una foto, avevo pensato a dei bambini che giocano. Ho deciso di non metterla. E mentre cercavo la foto e guardavo foto di bambini mi domandavo come può un quarantenne, con uno o più figli, come può. Come può partire, come può consumare l’atto, come può tornare a casa dal figlio o dai figli. Come può.