La perfezione

Ho ricevuto un commento al post precedente, quello sulla voragine, nel quale mi si diceva di essere perfetto, o meglio “imperfettamente perfetto”, per il fatto di mostrare, denudare, un aspetto di me non graffiante, non allegro, non mondano. E che questo mi rende completo. La mia opinione è che la perfezione non sia di questo mondo. O meglio, se ci riferiamo al microcosmo, e se penso alla meccanica quantistica, ai fenomeni di entanglement ad esempio, ecco allora posso pensare che la perfezione esista davvero. Ma poi, quando tentiamo di riportare questo microcosmo perfetto nel nostro macrocosmo, ci troviamo di fronte al paradosso del gatto di Schroedinger, che filosoficamente per me rappresenta proprio l’impossibilità di mischiare micro e macro. E quindi, traslando, l’impossibilità di avere la perfezione.

Perfetto è il simbolo del Tao, dove bianco e nero sono ugualmente distribuiti, e dove al centro della massima intensità del nero c’è un puntino bianco e viceversa. Un simbolo statico che si anima dinamicamente non appena attribuiamo un significato a quel puntino, non appena pensiamo al Tao in una forma di evoluzione temporale, non appena ci rendiamo conto che tutto è in eterno divenire, in costante cambiamento, e che quando una situazione qualunque raggiunge il suo punto apicale, in nuce già reca in sé il proprio opposto, che si svilupperà e crescerà sino a raggiungere il suo apice e a quel punto recherà nuovamente in sé il proprio opposto. E’ una modellazione perfetta, questa, e come tale risulta non totalmente e non completamente applicabile, proprio in forza del fatto, a mio parere, che la perfezione non è di questo mondo. E quindi, ancorché abbiamo dei cicli riconoscibili (le stagioni, esempio tra tutti), all’interno di questi cicli si verificano infinite variazioni che li rendono tutti unici e differenti uno dall’altro.

Ed è per questo che non mi sento perfetto, per il solo fatto di mostrare i miei neri insieme con i miei bianchi. E non mi sento neanche completo, per dirla in linea con l’interpretazione data in premessa. Credo che un blog sia uno strumento, che ciascun blogger usa come ritiene opportuno. Nel mio specifico caso il blog rappresenta esattamente quanto indicato nel titolo. Un serbatoio di pensieri occasionali. Non c’è regolarità alcuna nei miei post, non c’è un filo logico, non c’è continuità. Quando ho un pensiero di qualche tipo, lo affido al blog, come un naufrago su un’isola affida al mare i propri scritti chiusi in bottiglia. E non è casuale che mi piaccia tanto contemplare il mare, e che ne parli spesso. Il blog mostra una parte di me.

Spesso, tra il serio e il faceto, dico di me che “sono un ragazzo semplice”. Apparentemente è così, e per certi versi non è neanche tutta apparenza. Ci si interfaccia con me in modo semplice, chiaro. Non è difficile. Ma se si vuole scavare nel profondo, allora bisogna penetrare strati successivi, come quelli di una cipolla. E scava scava, si arriva ad un nucleo inaccessibile, dove solo io posso entrare. E dentro questo nucleo, nascosto, ce n’è un altro, che a volte è inaccessibile financo a me. E’ da lì che arriva l’energia che fa aprire le voragini, è da lì che arriva l’energia che mi costringe nel buco. Ma è da lì che arriva anche l’energia che mi fa contemplare la bellezza, che mi fa apprezzare un concetto espresso tra le righe, che anima la scrittura di cose che mi piacciono e che qualcuno trova interessanti. E come io leggo tra le righe altrui, ci sono persone che riescono a leggere tra le mie. A volte, in post “anonimi”, nel senso non specificamente orientati a descrivere me stesso, chi mi conosce bene ha saputo riconoscere un bisogno inespresso, disagio o gioia che fosse. Questo stesso post rappresenta una chiave di lettura straordinaria, per un numero limitato di persone, che sono quelli che con pazienza sono riusciti a penetrare strato dopo strato per arrivare sino al nucleo. Per gli altri resterà un esercizio di scrittura. O al massimo un tentativo di descrizione interiore.

Come ha detto intesomale, “la perfezione puzza di museo delle cere”.

67 pensieri su “La perfezione

  1. ema71

    Vi è in quello che scrivi una profonda verità. Infatti hai una grande fortuna…Ti rendo conto che dentro di te hai tutto? Ripensaci.. c’è gente che cerca fuori ciò che abbiamo dentro. Io ne sono convinto da tempo, è tutto qui, dentro di noi. I momenti di giù sono, come nel Tao, la base per i momenti su. O i momenti “su” sono il passaggio per i momenti giù. La vita è così.. un equilibro dinamico incasinato🙂

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  2. elinepal

    Caro compagno di badile,
    Arrivo un poco tardi.
    Spero non troppo.
    Capisco cosa provi, oh come se lo capisco.
    Vorrei avere soluzioni. Almeno palliative. Vorrei essere così saggia da darti perle.
    Ma posso solo offrirti il braccio e fare un pezzetto di strada assieme, poggiando le spalle l’una all’altra per sostener ci.
    Ti abbraccio

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  3. Signorasinasce

    La perfezione non esiste e se anche esistesse mi starebbe già infinitamente sulle cosiddette perché le cose precise-precise mi disturbano a prescindere.
    Condivido il concetto del Tao, che già feci mio in uno scambio privato.Ricordi?
    Me ne sono appropriata da subito perché lo trovo lenitivo e consolatorio.
    Grazie ancora per avermene illustrato concetti e benefici.
    Un abbraccio
    S

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Ecco, sulla felicità potremmo veramente parlare per ore. A me piace la matematica, e mi piace definire la felicità come un punto di discontinuità, quasi asintotico, della curva della serenità. In pratica attimi, che solo se c’è una serenità di fondo possono essere apprezzati. E buongiorno a te!🙂

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      1. labloggastorie

        L’immagine mi piace e forse è anche così… tuttavia sono convinta che il punto di partenza sia comunque l’amore e parlo dell’amore di sè.
        Senza quello è difficile pure la serenità.
        La ricerca è un mezzo di scoperta anche di sè e quindi della felicità.
        Ma come dici bene tu se ne potrebbe parlare per ore….

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        1. Wish aka Max Autore articolo

          Sacrosanto! E per avere amore di sé è necessario essere consapevoli di sé, e consapevoli che il proprio bene è un valore (in altre parole, meritiamo di ricevere amore). Uh che bello, che tu sia passata di qui!🙂

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  4. Elisabetta Lelli

    Un uomo si reca dal panettiere per acquistare mezzo chilo di pane.

    Varie opzioni di richiesta da parte dell’acquirente che intende acquistare mezzo chilo di pane/relative opzioni di reazione da parte del panettiere:

    #1 “Buongiorno. Vorrei mezzo chilo di pane”.
    Niente di strano. Al limite si può incappare nel panettiere scrupoloso, a volte rompiballe, il quale potrebbe proporre due, tre, nove varietà di pane.
    Ci può stare. Non tutti i panettieri si contentano di vendere il primo pane che gli passa fra le mani.

    #2 “Buongiorno. Vorrei mezzo chilo di pane. E mi piacerebbe un tipo di pane che contenga un lievito che sia morto, però che sia vivo, oppure un lievito che sia vivo, però che sia morto. Ma assodato che il mio status non mi permette di essere un microcosmo e contemporaneamente un macrocosmo, è impossibile che lei, signor panettiere, possa avere un tipo di pane che sia in una condizione non mutevole, secondo il mio episteme. Non sono dunque sicuro di volere mezzo chilo di pane, oppure di volere mezzo chilo di pane. ”.
    Il panettiere potrebbe provare un moto di pietà nei confronti dell’acquirente mattoide e, sfoderando un mezzo sorriso compassionevole, gli darà un pane qualsiasi, senza proferire verbo, nella speranza che l’acquirente si rimetta nelle mani di uno strizzacervelli, per il bene suo e dei suoi cari e pregando che quel tizio non metta mai più piede nella sua panetteria. Ma questo avverrà soltanto se il panettiere non sarà un tipo dannatamente pratico. In caso contrario il panettiere inviterà l’acquirente ad andare in quel di vaffa.

    #3 “Buongiorno. Siccome il mio stato interiore è ineluttabilmente aggrovigliato al suo so esattamente cosa sono venuto ad acquistare. E lo sa anche lei. Quindi mi dia ciò che sono venuto ad acquistare senza troppe storie. Se non le sta bene può sempre provare a dipanare la nostra condizione di inseparabilità, (ma non glielo consiglio, la situazione è alquanto intricata). E lo sa, signor panettiere, che proprio in questo istante io le sto toccando epistemologicamente il piede sinistro in virtù del fatto che sono praticamente Dio?”.
    Il panettiere avrà già azionato l’allarme.

    #4 “Buongiorno, signor panettiere. Il mio nome è Fuxi Nugua Scognamiglio e sono nello stato di grazia lunare-solare statico, ma in movimento, o se preferisce in movimento, ma statico, tanto è uguale, (comunque anche lei fa parte del Ciclo, che crede?), mi trovo nell’unico Centro possibile del perfetto bilanciamento di ciò che è. Quindi, per cortesia, mi dia mezzo chilo di pane e non mi rompa l’…equilibrio.”.
    Il panettiere avrà già chiamato il 118 e riferito all’Operatore di servizio:
    “Ahò, qua ce sta uno che ‘n se sa che sta a dì. Che me devo preoccupà??”.

    #5“Buongiorno. Hei, no, sono alla sinistra del banco! Ma dove sta guardando?? Lo so, non riesce a vedermi. E manco riesce a sentirmi, quasi, perché non sono tecnicamente ancora entrato nel suo negozio e sto bisbigliando. Sa? Non vorrei essere proprio io la causa dell’aumento dell’entropia nell’universo. Almeno vorrei provarci.”.
    Il panettiere avrà un attacco di panico e sarà consapevole del fatto che dovrà assolutamente e tempestivamente contattare un esorcista.

    #6 “Buongiorno. Brutta giornata, oggi. Mi darebbe mezzo chilo di pane bello fresco, ché almeno mi rinfranco con il profumo?”.
    Il panettiere:
    a) Gli dà mezzo chilo di pane senza battere ciglio (ma questo accadrà solamente se il panettiere e l’acquirente non si conoscono);
    b) Gli dà mezzo chilo di pane dicendogli: “Ragionié, le brutte giornate capitano a tutti. Coraggio, tutto passa. Sa? Proprio l’altro giorno […]” (ma questo accadrà soltanto se il panettiere e l’acquirente si conoscono).

    #7 “Buongiorno. Vorrei mezzo chilo di pane, grazie.”.
    E questo avviene solitamente nella quotidianità di chi, per niente ponendosi nella specifica contingenza il problema/dubbio di essere “perfetto oppure imperfetto, depresso oppure gaio”, sarà entrato in una panetteria per acquistare mezzo chilo di pane. Possibilmente di giornata. E basta.

    *
    Buona giornata, Max (perdonami per la pseudo inchiostrata follia). E, per quanto umanissimamente possibile, che il panem nostrum cotidianum non sia almeno una ciofeca.

    Eli

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  5. solounoscoglio

    che palle sta storia della perfezione. è solo convenzione. pensa solo a ciò che ti fa star bene, un po’ più di edonismo, con il solo limite di non far soffrire gli altri nel cercare la tua “perfezione” intesa come stato mentale sereno. direi che ce la puoi fare anche tu, ingegnere del Tao…🙂

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Ma io mica la inseguo la perfezione! Ci mancherebbe pure!! Proprio perché mi rendo conto che non è di questo mondo non sto lì a farmi troppe seghe mentali… cerco di migliorare, certo, per cercare di star meglio, di vivere meglio, di esser sereno. Il Tao, la meccanica quantistica, la fisica in generale, la lettura, la scrittura, la ricerca del bello e la sua contemplazione, sono tutti strumenti per arrivare a quello, in realtà…🙂

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  6. verbasequentur

    Io credo che noi non si possa fuggire insieme, perché probabilmente sei mio fratello. Quando hai scritto il post sulla malinconia, volevo risponderti che sei l’unico uomo che io conosca a comprendere perfettamente la ciclicità della sindrome premestruale: a me viene esattamente quell’umore lì. Oggi leggo gli ultimi due paragrafi ed avrei potuto scrivere io ogni sillaba; la conoscenza di sé, il posto buio e quello ancora dopo, e questa antipatia invincibile per “la perfezione”, che come “sei speciale” è un concetto scorciatoia che non vuol dire un cazzo, IMHO, perché come essere umano alla perfezione non ci si può manco aspirare, e spesso diventa un contentino, “maddai sei perfetto così”, mi fa pensare a quei blog o quei siti per donne in carne dove si dicono “sei perfetta come sei” e poi ti rendi conto che magari la persona ha un’obesità grave e pensi ma cristo che irresponsabilità ci vuole per dire sei perfetta ad una persona che ha un problema di salute?
    Sono andata fuori tema? Sì? Porta pazienza. Un bacio grosso, Max.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Ma che fratello e fratello! Io sono la metà perduta! Ora prendo il destriero e vi vengo a rapire, principessa!😀😀😀
      (ma io sono nella lista di quelli del punto 4, con bestemmione contro il dio android del login?)

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        1. Wish aka Max Autore articolo

          Minchia mi sento onorato (davvero eh, non è ironico).
          E comunque se vuoi saperlo io lascio aperti i tab chrome ogni volta che c’è qualcosa che devo fare su quel sito/blog/commento/whatever che adesso non posso ma poi ci guardo bene e ci perdo un po’ di tempo eh. E finisco con 20 tab aperti che invariabilmente mi inchiodano il pc e/o quasi mi inchiodano il mac e/o mi mandano in pappa l’aipad. Un delirio. E ovviamente non ci torno mai. Ho un tab su aipad aperto da 6 mesi, su un sito di scrittura di volumi social, in cooperazione…

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          1. verbasequentur

            io mi sento in colpa da morire perché mi pare di avere con tantissimi blogger un rapporto parassitario, ovvero io godo di tantissimi bei momenti grazie a loro, pregusto il momento del caffè mattutino leggendo post, ma poi durante la giornata mi perdo e non lascio quasi mai traccia del mio passaggio, che pure è quotidiano o quasi!😦

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            1. Wish aka Max Autore articolo

              Non devi sentirti in colpa, perché uno scambio come questo vale mille passaggi. Quindi stai serena, perché lo sappiamo che non è che sei stronza. Cioè non solo quello😉

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  7. lilasmile

    E Intesomale ha ragione, anche perché chi è che in fondo può dare un significato vero della perfezione? Se nessuno lo è non creda riesca a dare una definizione precisa anzi secondo me non esiste, non fa parte di noi, siamo più belli così, un po’ imperfetti ma tanto tanto fighi😉

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Risposto. Per l’ultima volta. Francamente non capisco il punto quale sia, a parte dare della troia a destra e a manca. Mi sembra che ci sia un sottile maschilismo di fondo che io, avendo due figlie femmine, non riesco proprio a tollerare. Grazie per l’appoggio e per la segnalazione, inutile dire che sono totalmente d’accordo.

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      1. blogdibarbara

        Oddio, proprio proprio sottile non direi mica… Avrai forse notato, tra l’altro, la finezza dell’insinuazione su quale possa essere il motivo del mio “difendere le troie”: come si suol dire, la classe non è acqua! Comunque chiudo il discorso anche qui, che abbiamo davvero dedicato fin troppo tempo a una tale sozzura.

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  8. TADS

    ma che bel duetto, max e barbara, “dedicato troppo tempo a certe sozzure”, “non capisco quale sia il punto”, precisazione superflua, scrivi che è difficile togliere gli strati della cipolla per arrivare al nucleo, giusto, ma tu non lo fai con gli altri, sei profondo, tenti di esserlo, con i tuoi post e superficiale con quelli degli altri, questa cosa l’abbiamo notata in diversi, da tempo. Problemi tuoi
    A barbara nemmeno rispondo, è venuta a provocare e basta, rimbalzata.

    non ho l’abitudine di parlare degli assenti, vorrei che tale raffinatezza l’avessero tutti,
    Grazie

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Io non uso la moderazione, e non ho l’abitudine di cancellare commenti che non gradisco, mi piacerebbe che questa delicatezza l’avessero tutti, ma così non è. Caro TADS, il mondo è bello perché è vario. Pensa che noia, se fossero tutti come me.
      Tu scambi per provocazione l’espressione di un’idea differente.
      Ti ribadisco qui, visto che da te lo hai cancellato, che sono tornato a parlare di gravidanze solo perché barbara, come hai visto, è intervenuta qui per dirmi di avermi citato.
      Sei convinto di essere il depositario della verità? Sono contento per te. Te lo avevo già espresso, questo concetto, in occasione della discussione su Mandela. Ognuno ha il suo percorso, se ti soddisfa pensare di avere la verità in tasca, va bene così. Io preferisco confrontarmi, ascoltare.

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      1. TADS

        non ho cancellato niente, vuoi che pubblichi il tuo ultimo commento? subito, che problema c’è?

        la verità in tasca non ce l’ha nessuno, però sono in tanti ad avere la spocchia di mettersi e fare l’esegeta degli altrui pensieri.

        TADS

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        1. Wish aka Max Autore articolo

          Forse dovresti parlare più semplice. Io non ho fatto l’esegesi del tuo pensiero, caro TADS. Non ho interpretato nulla, anche perché il tuo scritto, perdonami, ma poco ha delle caratteristiche che giustificano un’esegesi, intesa come, nella sua accezione primigenia, interpretazione di testi sacri. E questo la dice lunga su chi mostra spocchia tra noi due Comunque, definizioni a parte, io ho semplicemente espresso la mia opinione. Continuo a pensare che il fenomeno che hai descritto sia un fenomeno assolutamente marginale. Lo penso, che ci vuoi fare?

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          1. TADS

            vedi Max, a me non interessa polemizzare con te, non sei stimolante sotto questo punto di vista, lì c’è un post seguito da svariati commenti, tuoi compresi, chi passa da quelle parti e legge… sicuramente sarà in grado di tirar somme e capire, questo per me basta e avanza

            ingegnere, fare l’esegeta è ANCHE un termine gergale, direi internettiano, questo lo sai ma fingi di non saperlo per fare sponda

            il post accende una luce su un fenomeno, come ti ho già ribadito, credo, il mio blog guarda il mondo da un punto di vista scomodo e politicamente scorretto. E’ la filosofia del mio spazio, e, con tutta franchezza, poco mi cale se siano tendenze/argomenti marginali o primari. I miei scritti non sono testi sacri, non vorrei nemmeno lo fossero, a me interessa riuscire a far riflettere, spesso succede e questo mi gratifica. Sai, quando un persona non coglie il plot, l’essenza di un pensiero, non può coglierne il peso, quindi non mi stupisce minimamente il tuo dire. Perdonami ma tu di quel post hai capito ben poco, lo dico con la massima serenità, lo hai chiaramente dimostrato.

            direi che possiamo anche chiuderla qui, se vuoi, io non ho problemi, se vuoi continuare… andiamo avanti.

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            1. Wish aka Max Autore articolo

              Oh la la la… però TADS, mettiamoci d’accordo. Non puoi dire tutto e il contrario di tutto. Se tu dici che faccio l’esegesi del tuo pensiero significa che quel pensiero l’ho colto, altrimenti potresti esprimerti diversamente. Se, come mi pare di capire stai affermando ora, del tuo post non ho capito nulla, come farei a farne l’esegesi?
              Sul voler polemizzare, caro TADS, escusatio non petita, con quel che ne segue…
              Il punto non è che io abbia o non abbia capito il contenuto del tuo post, il punto è che io non sono d’accordo con la tua tesi. Per me il fenomeno che hai descritto non è né scomodo né politicamente scorretto. Il fatto di esprimersi controcorrente non basta per avere sostanza, e come detto, essendo statisticamente irrilevante, credo che sia un fenomeno che lascia il tempo che trova.
              Sempre per parlare della mia capacità di ascolto, che tu neghi, ti faccio timidamente osservare che siamo qui, nel salotto di casa mia, prendendo un tè, e invece di parlare delle novità dell’arredamento di casa mia, parliamo di qualcosa accaduto a casa tua circa un mese fa. Senza moderazione. Chi legge, come dici tu, ha tutti gli elementi per farsi un’idea sulla mia capacità di ascolto.

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            2. TADS

              appunto, tu ti arroghi il diritto di fare l’esegeta senza averne i mezzi, vivi nella errata convinzione di aver capito, non è polemica, è constatazione. Poi… da che pulpito… proprio tu parli di argomenti irrilevanti… maddai.

              L’argomento da me trattato è MOLTO scomodo e politicamente scorretto perché tratta uno spurgo sociale che nasce da una serie di storture, sei di nuovo superficiale, è più forte di te, le tematiche umanistiche non ti appartengono, continui a confermarlo in ogni risposta.

              adesso siamo qui, allora eravamo a casa mia, nessuno ti ha cacciato, se non sono gradito hai solo da dirlo, non sono uso imporre la mia presenza.

              infatti basta leggere, hai detto bene

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            3. Wish aka Max Autore articolo

              Vedi TADS, io non emetto giudizi sulla tua persona, non mi esprimo sui tuoi mezzi, mi limito ad osservare che la tua linea di ragionamento è statisticamente irrilevante. Mi limito anche a rilevare delle contraddizioni in quel che dici, ma non è la prima volta che accade, nella foga di attaccare tendi a dire una cosa e poi il contrario, non sono ancora riuscito a capire se io sia un esegeta, se non lo sia, se non sia in grado di esserlo, visto che hai detto tutto questo a più riprese.
              Ti pregherei anche di evitare di mettermi in bocca cose che non dico, sarò lieto di scusarmi qualora tu possa quotare una frase nella quale ti definisco ospite sgradito, o una frase nella quale ho detto di essere stato cacciato dal tuo blog. Come sempre, mi limito a constatare cosa accade, senza giudizi di merito.

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            4. TADS

              sto dialogando con un blogger, non c’è niente di personale, io non so nemmeno se nella vita sei così oppure se interpreti un ruolo, tra l’altro nemmeno mi interessa saperlo, per me sei un interlocutore da web, questo è il mio approccio.

              non mi contraddico assolutissimamente, forse sono sintetico, credo di aver capito, ne sono convinto, tu dia una lettura superficiale dei miei pezzi, l’ho pensato più volte. Questo mi induce a credere tu voglia fare l’esegeta senza averne le prerogative, Te la spiego meglio, io amo affrontare tematiche sociali esprimendomi in un certo modo e attraverso metafore, a volte occultate tra le righe, alcuni le colgono altri no, tu sei tra i secondi. Non c’è niente di offensivo in questa constatazione.

              i dati statistici sulla rilevanza dei miei argomenti mi strappano sorrisi,

              nessuno ha cacciato te e nessuno ha detto che sono sgradito, ecco, questa frase rende insignificante, inutile, fuori luogo la tua precedente precisazione sul dove siamo, lo vedi che ci cadi sempre? che ci azzeccava???

              non mi interessa uscire dal seminato, ti ricordo che tempo fa in un blog mi ci sono voluti quattro o cinque interventi per farti dire: “messa così ti do ragione”, ne bastava uno Max. Questo significa non ascoltare, io non entro in competizione con nessuno, non l’ho mai fatto, nemmeno dieci anni fa quando ho aperto il blog, figurati adesso. Tu la pensi allo stesso modo?

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            5. Wish aka Max Autore articolo

              Vedi cosa intendo? Ma chi ti ha detto che io pensi che ci sia qualcosa di personale! Io dico semplicemente che usi degli artifici retorici, per spostare capziosamente l’oggetto della discussione, e in questo bailamme dove si confonde il contenuto, il contenitore, e l’autore del contenuto, alla fine hai sempre modo di tirar fuori qualcosa e portare l’acqua al tuo mulino. Non è un problema di superficialità, è che difficilmente resti sul punto, tutto qui.
              E sono lieto di strapparti sorrisi, ci ho scritto anche un post, sull’importanza della risata.
              Io scrivo così, pensieri occasionali, non ho velleità sociologiche, non parlo di grandi temi, parlo della mia vita quotidiana e delle mie sensazioni, delle mie emozioni. A qualcuno queste cose interessano, ad altri meno. Tutti sono i benvenuti per interloquire e per contestare, e il mio atteggiamento, come nel caso della tua querelle sui libri da barbecue, è improntato alla serenità. Tu pensi io sia un provocatore, me lo hai detto più volte, e voglio tranquillizzarti, stai sereno, hai raggiunto il tuo obiettivo, non vengo più a “provocare”.
              Io il siparietto che dici non lo ricordo, ma se ho detto “messa così” significa che magari io non ho capito subito quello che hai detto. Oppure che magari lo hai spiegato male. Perché in questa tua sicumera da blogger esperto e decennale, non ti sfiora mai il dubbio che magari hai delle difficoltà a farti capire. E’ sempre l’altro che non capisce, che è superficiale, che non coglie la metafora, che non vede il messaggio. E che ci vuoi fare, tra le tante suddivisioni in categorie che possiamo fare, c’è quella dei blogger ad alta valenza sociale, cui appartieni di diritto, e i poveretti superficiali come me. Ma come ho detto prima, TADS, il mondo è bello perché è vario, pensa se fossero tutti come me, che palle solenni! E con questo ti saluto, so che tieni molto ad avere l’ultima parola, ho visto che è proprio una cosa alla quale non rinunceresti neanche con una pistola puntata alla tempia, per cui fai pure, scrivi ciò che vuoi.

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            6. TADS

              bel predicozzo, bravo,
              sei un parroco di provincia mancato.
              Niente da aggiungere, sarebbe inutile.

              stammi bene e auguroni per la tua nuova carriera letteraria

              TADS

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        1. Wish aka Max Autore articolo

          Mi pare che tu sia qui a parlare… e mi pare che io ti stia rispondendo. Per poter rispondere è necessario ascoltare, non credi? Rispetto la tua convinzione che le gravidanze indotte con l’inganno siano un punto importante, ma ne dissento. Tutto qui.

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  9. Elisabetta Lelli

    Caro Max,

    credo di aver trovato il link. E mi sono fatta una scorpacciata di thread.
    Immagino tu sappia già la mia opinione al riguardo, quindi preferisco non metterla per iscritto.
    # MA # non posso non domandarmi:
    nei “polli ricchi” (umani), dov’è ubicato il cervello? Nel cranio, oppure nello scroto, magari al centro esatto dei due coglioncini?

    Ciao.
    Eli

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      1. Elisabetta Lelli

        So bene che non vuoi entrarci. Non più.
        Tranqui.
        Spero che da te ci siano poche voragini ed anche poche perfezioni e pochissime spiegazioni.🙂

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  10. Erre

    Ho mangiato una amatriciana in un ristorante vicino alla stazione, tempo fa, quella, sì, era la perfezione…
    Poi ci sei tu, umano, ci sono i livelli da scoprire, le profondità da raggiungere, il fondo da toccare, le debolezze da proteggere, le domande da non fare esplicitamente e le risposte da leggere fra le righe, o negli occhi, o nella amatriciana, soprattutto se ben accompagnata, penso a un bicchiere di rosso, e una bella persona come te…

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