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Il contest della dottoressa Cippi

E’ un bel po’ che non scrivo, e ci sono tanti motivi. Solo qualcosa di importante avrebbe potuto smuovermi. E la dottoressa Cippi ci è riuscita. Chi non sa chi sia la dottoressa Cippi può leggere questo post.

Ebbene, a parte il fatto che la dottoressa Cippi sta per diventare la dottoressa specialistica Cippi, avendo finito tutti gli esami ed essendo prossima alla conclusione della specializzazione in Marketing, dovete sapere che la dottoressa Cippi non ha abbandonato la passione per tutto quello che ha a che fare con l’estetica professionale. E quindi un giorno ha deciso di partecipare ad un contest indetto da L’Oreal. E a fronte di centinaia di video prodotti, e spediti a L’Oreal, ebbene la dottoressa Cippi risulta tra i 20 semifinalisti.

C’è da dire un’altra cosa. Che tra tante modelle possibili, la dottoressa Cippi ha scelto la sorella. E il video del contest inizia con una presentazione in cui ci sono entrambe. La modella è sempre muta, ma la sua espressione è assolutamente degna di nota.

Questo video è emozionante, perché con la giusta chiave di lettura si riesce a capire quanto amore ci sia tra le due sorelle. E questa cosa per me è impagabile.

E allora, vi prego innanzitutto di guardare questo video, dura meno di tre minuti e mezzo.

E successivamente vi prego di cliccare su questo link e votarla. Se poi potete anche spargere voce su Facebook, Twitter, altri social, piuttosto che fare reblog, vi sarò grato, molto. 

Ci tengo a dire che non è bieco clientelismo questo. La dottoressa Cippi è brava davvero. Per questo vi ho chiesto di vedere prima il video.

Grazie.

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In viso veritas

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Cari i miei 25 lettori, il blog per cui scrivo, anzi, il blog di cui mi onoro di essere un discutibile redattore, bandisce un concorso, in questo post trovate la presentazione, ma non è finita perché ci piace fare le cose in grande, quindi abbiamo un INTERO SITO dedicato!!! Che trovate a questo link. E’ un concorso sulla verità. Scrivete un racconto, da 4.000 a 10.000 battute (grazie ad adp per aver segnalato il refuso, avevo erroneamente scritto una cifra diversa… ma si sa che so’ rincojonito… :D). Con dentro la verità. Non importa come, non importa quando, non importa dove. Basta che ci sia la verità. E i migliori saranno pubblicati in un ebook gratuito. Daje, scrivete!!! Ah. Scadenza, 12 ottobre. Ma fate finta sia 12 agosto. Scriveteeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!! 😀

Non mi voglio lamentare

Ed è per questo che non ho scritto. Perché mi sarei lamentato, e non è giusto. Non è giusto perché mi ritengo una persona fortunata. In questo periodo così buio, nel quale si sentono storie di tutti i generi, mi guardo intorno e mi dico che va tutto bene, nel mio piccolo microcosmo.

Ci sono delle piccole cose. Ma per l’appunto sono piccole. Voglio concentrarmi sulla sostanza, sul “bersaglio grosso”. Ne parlavo per l’appunto con il mio amico più caro, quello di cui ho parlato qui, e l’ho anche raffigurato come Paolo in “Quando è troppo è troppo“. Ecco, lo sono andato a trovare recentemente, ha deciso di lasciare Roma e tornare nella sua terra natale, e neanche a farlo apposta, dopo pochi giorni che si era finalmente “sistemato”, a momenti ci resta secco per una peritonite quasi degenerata in setticemia. Il problema è stato che non ha sentito dolore. Evidentemente ha una soglia molto, troppo elevata, per cui quando il dolore si è manifestato l’infezione era avanzata molto, quasi troppo.

E quindi sono andato a trovarlo dopo questo episodio così grave, cosa che avrei fatto comunque, ovviamente; ma con queste condizioni di contorno, la visita ha assunto una valenza diversa. Con lui non c’è bisogno di tante parole, ci diciamo tanto di più con un abbraccio, con uno sguardo, con un sorriso. E nel suo abbraccio, negli sguardi e nei sorrisi, c’era tutta la felicità per lo scampato pericolo, e soprattutto c’era la consapevolezza del rischio corso. E questa consapevolezza aiuta a ridimensionare le piccole cose che non vanno, a catalogarle come piccolo fastidio e a non farne un dramma. Perché, diceva il suo sguardo, quando cominci a realizzare compiutamente che oggi potresti non esserci, qui, allora ti rendi conto di quanto ti piace starci, qui. Di quanto tu ci voglia rimanere fin quando non sarà il momento di andare, e comunque sia, quando sarà il momento sarà forse sempre troppo presto. Perché ci sarà ancora qualcosa che si sarebbe voluto fare, qualcosa che si sarebbe voluto dire, qualcosa che si sarebbe voluto pensare.

E quindi non mi voglio lamentare. Voglio concentrarmi sulle cose buone. Voglio usare il pensiero positivo sino in fondo. Voglio trascurare i fastidi, ignorarli. E andare avanti col sorriso. Guardando in alto, verso il sole.

sole