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Mare

Mi sono chiesto molte volte perché il mare sia così importante per me. Dico sempre che non potrei vivere in un posto in cui il mare non sia raggiungibile in meno di mezz’ora. E curiosamente, non m’interessa la qualità del mare. Può essere un mare bellissimo, poco inquinato e meravigliosamente incontaminato, oppure un mare inquinato, maleodorante e torbido. Non m’importa, purché sia mare.

E ho capito oggi, perché. Oggi, che dormo al mare. Mentre tu dormi in città, anche se sei a venti minuti da qui, Non è perché abbiamo vissuto al mare. Non è perché le bambine sono nate al mare. Oggi, e solo oggi, ho realizzato che il mare è così importante per me, perché ci siamo conosciuti, al mare. Me lo ricordo come fosse ieri, e son passati trent’anni. Ero stato invitato da N. e A. alla loro casa di Lido dei Pini. E c’era anche M., un mio collega e occasionale compagno di studi. Ospite di B., la nostra amica comune. E quel giorno, una bella giornata di sole nella casa di Lido dei Pini di N. sei arrivata tu. Con B. e M. Ingessata. Capelli biondi, mezza lunghezza, riga in mezzo. Un sorriso viziato da due incisivi mal messi ma comunque ammaliatore, una personalità e una verve da campioni.

Il mare. E’ il mare che ha compiuto la magia. E’ il mare che ha contribuito. E’ il mare. Il mare. La causa di tutto è il mare. E io ora sono al mare. E tu in città. E io ripenso a quella giornata di sole, al tuo sorriso che mi ha ammaliato. E al gesso che ti costringeva in una posizione innaturale. E alle telefonate che facevo a B., per cercare quale fosse la via migliore per impressionarti. Ma alla fine quello che veramente conta è il mare. Perché al mare ci siamo conosciuti, al mare siamo andati a vivere, al mare sono nate le bambine, al mare abbiamo avuto i nostri momenti più belli. Al mare ha persino nevicato, e abbiamo fatto un orrendo pupazzo di neve, io, te, M. e M. Te lo ricordi, sicuramente. E io ora vado a dormire. Sperando di riuscirci. Buonanotte.

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Incanto

Tanti anni fa mi capitò di andare in vacanza con degli amici in barca a vela. Era una barca di dieci metri, eravamo in quattro, e una delle cose che ho imparato da quella esperienza è che anche amicizie solidissime possono essere messe seriamente alla prova da una vacanza dove le libertà personali sono praticamente inesistenti. E che in quelle situazioni escono gli aspetti più brutti di ciascuno. Ma prima di realizzare tutto questo, alla fine della vacanza, e prima ancora che la vacanza iniziasse, ricordo una sera nella quale stavamo facendo i programmi. Il piano era di partire da Porto Ercole, fare tappa all’isola del Giglio, poi Elba, e poi la Corsica. Chiesi quanto durasse ciascun tratto, e scoprii che la traversata Elba-Corsica sarebbe durata tra le otto e le dieci ore. Non dissi nulla, ma in cuor mio pensai che sarebbe stata durissima passare dieci ore in mezzo al nulla, con solo mare attorno. E quindi mi premurai di mettere nel bagaglio un paio di libri in più, uno per l’andata e uno per il ritorno.
Ebbene, il giorno fatidico arrivai alla sera senza accorgermene, senza aver letto neanche una pagina, Foto 29-06-14 17 36 34avendo passato la maggior parte del tempo sul castello di prua, con lo sguardo perso nel vuoto. Con lo sguardo rapito dal mare, in realtà. Vivevo al mare, in quel periodo, e già ho avuto modo di raccontare di quelle mattine in cui mi incantavo a guardare le onde schiaffeggiate dal maestrale, nella prima giornata di buon tempo dopo una burrasca. Ecco, quella traversata mi convinse definitivamente che il mare per me significa tanto. E ieri ne ho avuto l’ennesima dimostrazione. Sono stato per l’intera giornata in un posto meraviglioso chiamato Torre Uluzzo, in Salento, in una struttura piccola, sdraiato su un lettino da cui si vedeva quanto riportato nella foto. Leggendo davvero poco. E preso dall’incanto.

Sul treno

Freccia_rossaUn post su un blog è come un messaggio in una bottiglia. Si scrivono emozioni e le si affidano all’oceano. Talvolta sembra quasi di dialogare con qualcuno, in realtà è come essere di fronte al proprio specchio: uno specchio che rimanda non soltanto l’immagine fisica, ma anche l’interiorità.

Rileggo una poesia di Vivian Lamarque, secca e asciutta ma proprio per questo intensa

SE SUL TRENO
Se sul treno ti siedi
al contrario, con la testa
girata di là, vedi meno
la vita che viene, vedi
meglio la vita che va.

Sono su un treno lanciato a esattamente 246 km/h, come ci fa sapere Trenitalia, una velocità troppo bassa per apprezzare qualunque effetto relativistico, e invece mi piacerebbe che la velocità fosse maggiore di quella della luce, per andare oltre il tempo e oltre lo spazio, per abbandonare questo autunno che non mi piace, per tornare all’estate, per rivivere dei momenti vacanzieri: talmente brevi sono stati, che sembrano lontanissimi nel tempo. O meglio, come dice Vivian, li vedo allontanarsi e diventare piccoli piccoli. Ma per fortuna certe visioni restano, non si cancellano. Il mare. Il sole. Sirio all’alba. Una spiaggetta che sembrava un’isola incantata.

L’equinozio è passato, andiamo verso il solstizio. Ma esiste il tempo?

Ricordi di settembre

Foto 15-09-13 08 23 44Questo si vedeva stamane dal terrazzo della casa di Focene, quella con le riserve di dolcezza di cui ho già parlato, quella dove sono nate le figlie e dove ho vissuto tanti anni fa.

E tanti anni fa quella casa ocra che si vede sulla destra non aveva il secondo piano (abusivo), e neanche quella immediatamente dietro, per cui la linea dell’orizzonte e il mare si vedevano meglio.

E mi ricordo domeniche come questa, di questo periodo, all’inizio degli anni 90, quando stando in terrazzo si sentivano venire dall’interno risate di piccole bimbe, e guardando il mare pensavo che finalmente gli stagionali se ne sarebbero andati definitivamente, lasciando il mare tutto per me e per quei pochi che abitavano lì tutto l’anno. E salutavo con gioia l’arrivo di questi colori così cupi ma così belli, il mare color del piombo, il cielo che minaccia pioggia ma non ancora con quella cappa grigia che viene d’inverno, con contorni nitidi e contrastati, quasi portasse con sé la memoria delle giornate calde di pochi giorni prima.

Mi sono rivisto, poco più che trentenne, ora come allora il mare ha un fascino speciale, per me. Ed è bello, pur cercando di vivere nel presente, ogni tanto guardarsi indietro e pescare nel fondo del cuore qualche ricordo così piacevole, e crogiolarcisi, per qualche momento. Allora quando guardavo il mare lo facevo con una sigaretta in mano, oggi la sigaretta non c’è, e non mi manca. Le risate di piccole bimbe, invece, se ascolto con attenzione le sento ancora.