Il buco

Quando ho attraversato dei momenti bui avevo in testa un’immagine ricorrente. Il buco. Un buco più o meno sferico, dove appallottolarmi dentro rendendomi invisibile. Con un forellino all’altezza degli occhi per guardare fuori. Il termine lurker non esisteva ancora. Sono molto stanco. Stanco di combattere. E pian piano mi ritraggo nel buco. E forse è meglio, visto che l’ultima performance social è stata una furiosa litigata con un tizio che ha l’unico torto di aver fatto una provocazione. E neanche esagerata, a ben guardare. Non contento, ho portato la polemica su un blog cooperativo a cui collaboro, sempre menando come un fabbro. Un pazzo.

Meglio star calmino per un po’. Meglio mettersi nel buco. Per un po’.

C’è un bel video su TED, per la serie TED Ed. Sulle cose che non si vedono.

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24 pensieri su “Il buco

  1. Ema

    uff. e tiralo su sto telefono anziché andare a trollare in giro. c’hai millemila persone intorno che se anche ti metti a discutere, non fanno un baffo. oppure, chiama quelli che di baffi se ne fanno millemila, se hai voglia di sfogarti…
    eh, su, quante volte devo da ripetertelo ?
    😉

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  2. 黒子 くろこ kuroko

    ogni tanto batti un colpo. che se proprio non reggi più, virtualmente almeno, puoi tirare qualche colpo senza conseguenze strane. nella mia direzione quantomeno. certi episodi sono sfiancanti, specie quando si incontrano soggetti con cui “non si discute”. non si riesce a togliersi quella sensazione appiccicosa di fastidio che lasciano.

    pouf è tardi e non so bene cosa scrivo. che palle, vorrei almeno pensare che non sto scrivendo qualcosa di vagamente vano. comunque io sto qui (a sbarellare. da seduta. ma va bene, no?)

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  3. Biancaneve Suicida #OVERDRIVE#

    Ehy Max, non alimentare il tuo sconforto, non buttarti giù. So che vorresti che l’impegno speso per raggiungere l’obiettivo ne porti di conseguenza la conquista e posso solo immaginare quando possa essere frustrante per un volitivo come te non riuscire a risolvere una situazione. Ma molta della tua forza sta andando a perdere e non è quello che serve. Non tutto è azione. A volte è necessario accettare di aver fatto il possibile e aspettare e calmarsi e riflettere e pensare che dal tuo equilibrio e dalla tua serenità potrebbe dipendere l’equilibrio e la serenità di chi ti circonda. Ma senza sentirtene responsabile. Fai buon uso della tua saggezza. Sii forte. Con affetto (((((oo)))))

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Il vero problema è che sono un ragazzo semplice. Ho bisogno disperatamente di un sistema di rewarding, senza il quale tutto diventa senza senso. E mettere tanta energia in gioco per ricevere solo sganassoni non è esattamente il sistema di rewarding più motivante… Provo a rileggere qualche passaggio del Tao Te Ching per recuperare energie. (((((oo)))))

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  4. masticone

    Mi hai commosso.
    No davvero. O meglio mi hai fatto incazzare di nuovo dandomi del “tizio”, ma ci sta, In fondo me lo sono meritato. Ti ho dato del figlio di ignoto.
    Ma mi hai commosso. Perchè hai mostrato quello che io so che tu sei. Una persona con una sensibilità molto forte, quasi (ho detto quasi!!!!) come la mia e che ogni tanto esagera. Come tutti, come me. E che quando se ne accorge forse un po’ si pente e pensa che non valeva la pena. Non buscarne come dici. No. Darle. Non vale la pena di picchiare nessuno. Nè con le mani nè con le parole nè con gesti fatti o missioni.
    Ti chiedo scusa, qua da te.
    Perchè sento che in una giornata di merda come quella di oggi è una delle poche cose giuste che mi sento di fare.
    Il buco. Già il buco. Il buco dove rinchiudersi è qualcosa che solo chi ha sensibilità conosce. E spesso finisce che senza accorgertene ci vivi tutti i giorni anche quando sei in mezzo a tutti. Anche quando una marea di persone ti circondano.
    Non ti dirò di non entrarci, perchè lo farai comunque.
    Mi piacerebbe che da là sotto ti arrivasse comunque il fatto che ti voglio bene anche se sono solo tizio.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Diciamo che il “tizio” era dovuto alla necessità di sintesi nei confronti dei miei 5 lettori. Se guardi su FdP è un po’ più circostanziata.
      E sì. Ci sono, nel buco. E ci sto bene. Poi ne uscirò, fino alla prossima volta. Come nel simbolo del Tao, con il quale scasso la minchia a mezzo mondo.
      Questo particolare buco è più profondo e più interiore di quello nel quale vivo quando sono in mezzo agli altri. Le persone con cui vale la pena di scambiare sono pochissime, e più passa il tempo e meno diventano. Per questo ho una vita virtuale. Per trovare persone con cui valga la pena di scambiare.
      Io credo che tu sia una di quelle. Non so se ti voglio bene, sono molto cauto nell’uso delle parole che implicano affetto. Ma sicuramente mi piace scambiare con te. E non sei tizio, masticone.

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  5. comearia

    MI preoccupo. Mi manchi, ma faccio finta di nulla, perché non so “sfondare” le porte altrui. Forse per rispetto. Forse perché so quanto mi dà fastidio quando gli altri lo fanno con me.
    Spio anch’io, dalla fessura dei tuoi occhi. Vedo in relazione alla luce che lasci entrare.

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    1. Wish aka Max Autore articolo

      Don’t look so frightened it is just a passing phase, one of my bad days…
      Avevo appena preso l’iPad in mano quando ho sentito il biribì della notifica wordpress. Niente è per caso.

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  6. Claudiappì

    Masticone non lo leggo più, da quella volta del discorso sull’omosessualità. Può essere una scelta non condivisibile, ma c’è già così tanta provocazione sterile nel mondo, che sinceramente online ho bisogno di ritagliarmi il mio angolo di semplicità e bellezza e, per fortuna, ci riesco.
    Mi dispiace che ti sia arrabbiato, lo feci anch’io quella volta, ma io non mi sono pentita.
    Respira, e chiuditi pure, se serve, basta che poi torni.

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  7. tittisissa

    Capita a tutti prima o poi di infilarsi in un buco. Magari scavato poco a poco con un cucchiaino. E quel buco è confortevole, una volta entrati si sta bene, al calduccio, protetti, e non si vorrebbe più venir fuori. Ma. Quando poi si è fuori, passato l’attimo di smarrimento che è fisiologico, ci si guarda intorno e ci si accorge di quanti altri buchi sono stati scavati attorno al tuo.

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